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Flop teleconferenze in Comune, la Cgil: "Accordo scaduto, per chi si è lavorato?"

Riunioni in teleconferenza delle coordinatrici delle scuole infanzia comunali. La Segreteria di Funzione Pubblica della Cgil (a firma Giorgio Salami) chiede spiegazioni al sindaco sul mancato rinnovo dell’accordo per la sperimentazione e sul mancato utilizzo del sistema. “Nella seduta dell’11 Agosto 2011 – dice Salami – la Giunta approvava una “bozza di protocollo d’intesa con Lombardia Informatica per la sperimentazione di servizi digitali evoluti su rete in fibra ottica a banda ultralarga”. Tra le altre si sperimentava, recita ancora la delibera, “un sistema di web conference e datasharing per facilitare la conduzione di riunioni virtuali senza spostamento fisico dei partecipanti dalle loro sedi, seguito dal Settore Politiche Educative in sinergia con il Settore Sviluppo Informatico e Tecnologico”. Traducendo, si sperimentavano riunioni in videoconferenza delle coordinatrici delle scuole infanzia comunali. Incaricata da Lombardia Informatica per tali test è stata la ditta Ericsson. Con la costante assistenza di personale del SED sono stati effettuati, tra Ottobre 2011 e Marzo 2012, almeno quattro test che hanno coinvolto il Dirigente del Settore Politiche Educative ed alcune coordinatrici, mentre i tentativi effettuatti con tutte le tredici scuole, i due dirigenti e il SED sono stati almeno tre, tutti completamente o in parte falliti. Dopo un anno, ad accordo scaduto e non rinnovato, il sistema è inutilizzabile e inutilizzato, almeno al Comune di Cremona, e si chiede pertanto: quali vantaggi per il Comune, dato che l’eventuale utilizzo del sistema avrebbe bisogno di ulteriori interventi specializzati e anche di migliore formazione del personale utente (coordinatrici), attualmente non in grado di utilizzarlo senza assistenza specifica; per chi abbiano lavorato di conseguenza, in molteplici occasioni, le tredici coordinatrici, due dirigenti (SED e Politiche Educative) e il personale del SED di volta in volta coinvolto (quest’ultimo in particolare per i test in sede, la preparazione, l’adeguamento dei sistemi nelle scuole e della manualistica); cosa dice la relazione in possesso dell’attuale dirigente dei servizi informatici e chi l’ha redatta; soprattutto se conferma il fallimento dei test; se tale relazione è stata inviata anche a Regione Lombardia, di cui Lombardia Informatica è società strumentale per le politiche in ambito ICT”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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