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Fodri, un palazzo da ammirare Fino al 13 ottobre porte aperte ai visitatoriper respirare l'aria del '400 Lombardo

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Si respira ancora l’aria del Quattrocento lombardo nel palazzo Fodri. La ricchezza delle decorazioni, il loggiato e la bella facciata che dà sul cortile, i fregi in cotto e le tavolette del soffitto a cassettoni indicano chiaramente l’importanza che la famiglia cremonese ebbe negli ultimi momenti della dominazione sforzesca, quando fecero fortuna con la mercatura. E’ tornato da questa mattina ad aprirsi alla città un palazzo tra i più belli del Quattrocento lombardo, merito della Fondazione Città di Cremona che lo ha acquistato e, in attesa di metterlo a reddito, ne permette la visita ai cremonesi e ai turisti (fino al 13 ottobre, dalle 16 alle 19). Una sorpresa per i più giovani, un ritorno di meraviglia per chi non ricordava quegli ambienti e l’eleganza del cortile. Per ora sono visitabili tre stanze al pianoterra e l’elegante cortile ma questo basta per far comprendere la grandezza degli artisti del passato. A Cominciare dall’architettura di Gugliemo De Lera che diede vita ad un magnifico ampliamento degli antichi edifici medievali. Il doppio loggiato del cortile, le belle colonne in marmo di Pietro da Rho, decorazione in cotto delle lesene, i fregi in terracotta (opera del De Stauli) o i busti modellati da Agostino Fondulo valgono da soli la visita. Ma da non perdere è anche il grazioso portale d’ingresso (scolpito dal Maffiolo) a cui forse non si dedica sufficiente attenzione nel passaggio, il corridoio d’accesso interamente affrescato, oppure le vele o le lunette affrescate da Antonio della Corna. Ovviamente a lasciare a bocca aperta è il salone dei ricevimenti con le splendide tavolette a soffitto dove è stata allestita  dall’Archivio di Stato e dall’Archivio Storico del Gruppo Intesa Sanpaolo una splendida mostra documentaria. E’ possibile anche l’acquisto del catalogo della mostra (con i proventi si sostengono le iniziative della Fondazione) con i testi a cura di Elisabetta Bondioni, Sara Pedrazzini e Lucia Zanotti. Ha fatto da padrone di casa Giacomo Spedini, presidente della Fondazione Città di Cremona.

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