Cronaca
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Primarie del Pd, anche Magnoli con Bersani ma in maniera critica: "Alle elezioni basta candidati paracadutati da Roma"

Nella foto, Bersani e Magnoli

C’è anche Titta Magnoli, segretario provinciale del Pd, tra i firmatari di una lettera aperta a Bersani con la quale i dodici segretari provinciali della Lombardia dicono al leader del partito: “Siamo con te ma bisogna cambiare rotta”. Dunque “Bersaniani, ma a modo loro… – si legge oggi nelle pagine milanesi del Corriere della Sera  – Perché l’innovazione in Lombardia non può non essere tema centrale, decisivo”. Il documento è fatto di tre pagine ed ha al suo centro i temi caldi portati avanti da Matteo Renzi: ricambio, merito, modernità. E poi chiedono che ci siano le primarie anche per comporre le liste elettorali, che non ci possano essere “paracadutati da Roma” nelle liste e che il limite dei quindici anni del mandato valga per i parlamenti (nazionale ed europeo) e per i consigli regionali. I segretari lombardi chiedono poi di affrontare concretamente il tema del lavoro portando avanti una riforma. Sì, ma quale?  “Rifiutare la dicotomia datore-dipendente, ma affrontare il tema globale del lavoro. Dall’imprenditore al professionista. Dalla partita Iva vera a quella costruita per creare nuova precarietà”. Ancora dal Corriere della Sera: “Da quando è nato il Partito democratico in Lombardia — spiegano Titta Magnoli e Massimiliano Fontana, a capo delle federazioni di Cremona e Mantova — perseguiamo un’elaborazione politica autonoma, soprattutto su alcuni temi come federalismo, tasse e lavoro. In questo il dialogo con Bersani è sempre stato diretto e concreto. Per quanto riguarda il rinnovamento qui si pratica nei fatti, negli amministratori, negli eletti, nei segretari provinciali e nel partito nel suo complesso. Con un lavoro quotidiano e senza spargimenti di sangue». Dunque un’adesione alla candidatura di Bersani ma non acritica. E con aperture ai temi portati avanti da Renzi.

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