Un commento

Bordo e Forte in sciopero sete, dalla Lega 10mila bottiglie

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C’è chi fa lo sciopero della sete e chi compra 10mila bottigliette d’acqua da regalare all’ospedale. Che si usi un modo o che se ne usi un altro, il fine è sempre lo stesso: dire che la decisione adottata dal direttore generale dell’Ospedale maggiore di Crema non piace.

LO SCIOPERO DELLA SETE

Da un lato Franco Bordo, rappresentante di Sel che, come annunciato la scorsa settimana, questa mattina alle 11 ha dato avvio al suo sciopero della sete, incontrando un appoggio in Cesare Forte soncinese dell’Italia dei Valori che, insieme a Bordo non berrà più finchè il direttore generale Luigi Ablondi non farà un passo indietro. I due saranno supportati dai militanti di Sel e dalla Federazione della sinistra rappresentata, questa mattina, da Piergiuseppe Bettenzoli e dal Renato Stanghellini. “L’acqua è un diritto e la sua fornitura è un obbligo per l’ospedale. In base al decreto della Regione Lombardia 5250, che stabilisce i parametri e i menù base che devono essere forniti ai degenti, quello che sta facendo la dirigenza a Crema è fuori legge, perchè l’acqua è prevista”, hanno spiegato, decreto alla mano. Un decreto che il consigliere comunale di Sel, Emanuele Coti Zelati, ha trovato, dice, in pochissimo tempo. “Mi sembra assurdo che la dirigenza dell’ospedale non ne sia a conoscenza”. “La Spending review prevede il taglio del 5% sulle forniture, ma non prevede il taglio di un intero servizio. Invece la direzione generale ha deciso di togliere un servizio. Noi ora sciopereremo finchè questa decisione non sarà rivista”. Franco Bordo e Cesare Forte saranno in pianta stabile di fronte al nosocomio cittadino, in un camper.

LE 10MILA BOTTIGLIETTE DONATE DALLA LEGA NORD

Dall’altro la  Lega Nord, guidata a Crema dal  neo segretario Dino Losa, che ha deciso di comprare e donare all’Ospedale 10mila bottiglie d’acqua. In questo caso, più che contrari alla decisione, i militanti del Carroccio locali, ribadiscono la linea nazionale, cioè il loro no alle scelte del governo Monti che, di fatto, con la Spending review, ha causato il disagio ai pazienti. “La Direzione Aziendale – spiegano i militanti del Carroccio –  ha accolto con piacere e gratitudine l’iniziativa attuata dalla Lega Nord che consente di provvedere alla distribuzione dell’acqua ai degenti, contribuendo a diminuire la preoccupazione che la cittadinanza ha manifestato a proposito. Poiché la donazione non  si potrà considerare del tutto risolutiva, da parte dell’Azienda Ospedaliera  è stata decisa e programmata una distribuzione capillare delle bottigliette di acqua ai reparti,  in modo da poter salvaguardare, innanzitutto, i pazienti che, per le loro condizioni cliniche o assistenziali, abbiano difficoltà ad approvvigionarsi ai distributori. Questa scelta  – proseguono -consentirà di attenuare per un tempo prolungato il disagio delle persone più fragili. L’iniziativa permetterà anche all’Azienda Ospedaliera, nel frattempo, di rivedere  i propri percorsi a proposito. La Lega Nord, pur comprendendo che l’impopolare iniziativa trova la sua genesi nell’applicazione della Spending Review imposta dal Governo Monti, a cui il Carroccio si è da sempre fermamente opposta ed alla quale i dirigenti dell’ospedale non possono sottrarsi, è fermamente convinta che l’acqua deve essere considerata quale diritto di tutti i cittadini e non come un bene accessorio riservato solamente a coloro che hanno la capacità economica per procurarsela. Ancora una volta – concludono – la Lega Nord si impegna a dare un segnale concreto volto a tutelare il territorio ed i suoi abitanti”. Le bottiglie saranno consegnate il primo ottobre.

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Commenti
  • Michef

    Da tempo, negli ambienti politici, gira la voce che il consigliere e assessore regionale ROSSONI, nel caso non fosse più rieletto per qualsiasi motivo in regione, ritirerà una liquidazione di 800.000 (OTTOCENTOMILA) EURO!
    Mi piacerebbe tanto sapere se è vero!
    QUANTE BOTTIGLIETTE D’ACQUA SI ACQUISTEREBBERO CON 800 MILA EURO?!

    Nel caso fosse confermata l’entità della liquidazione di Rossoni, non sarebbe una gran porcata una simile cifra per aver perso o rinunciato a una carica ELETTIVA di per se ultra pagata (senza i bonus extra tristemente noti…)?
    In un momento in cui il “pubblico” cerca di tagliare qualsiasi servizio, persino l’acqua agli ammalati…, 800 mila euro a Rossoni di liquidazione?
    (per i gran servizi resi alla provincia di Cremona poi… visto come siamo messi…).