Un commento

Provincia del Po, porto di Cremona a rischio isolamento

Lettera scritta da Giorgio Albera

Sig. Direttore,

seguo con interesse  sul Suo giornale on-line le sorti della tanto auspicata Provincia del Po, ma mi duole avvertire che, comunque vada a finire con la Terra Virgiliana, per  Regione Lombardia la Capitale del Po è già Mantova. Infatti con il recente sblocco dal Ministero dell’Ambiente del secondo lotto della nuova Conca di Valdaro che collegherà direttamente le banchine portuali private del Porto di Mantova al Canale Mantova – Mare, si completa il disegno regionale di “fermare ” la navigazione fluviale a Mantova, dimenticando il Po fino a Cremona.
Tale considerazione è avvallata dal fatto che, a distanza di 12 mesi esatti dalla presentazione in Regione Lombardia del “Progetto AIPO per  la sistemazione a corrente libera del fiume Po da Cremona a intersezione Canale Mantova – Mare” tutto tace. Senza questa “sistemazione” che dovrebbe portare la navigabilità del Pofino a Cremona dagli attuali 200 ad almeno 300 giorni / anno il nostro Porto sarà condannato al definitivo isolamento con enormi danni per l’economia del territorio.
Il paradosso dei paradossi è che, da una parte a valle (Conca di Valdaro) e dall’altra a monte di Cremona (Conca di Isola Serafini ) sono in costruzione due grandi conche di navigazione di classe V (lungh.110 m. largh.12,50) per un valore complessivo di almeno 70 milioni euro, col risultato di “tagliare fuori “a metà strada Cremona, unico porto fluviale italiano davvero operativo, mettendo così a ulteriore rischio la realizzazione della nuova area industriale di Tencara, posta al terminale dell’Idrovia Padano-Veneta.
Con i miei più cordiali saluti e ringraziamenti.

Giorgio Albera
ex  Presidente Azienda Regionale
per i Porti di Cremona e Mantova

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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Commenti
  • ettorecl

    Scusi Caro, ex Presidente Albera.
    Ma in tutti gl’anno che Lei è stato Presidente, ben pagato,
    perchè non si è mai arrivati a soluzioni effettive per il Canale Navigabile.
    Oggi questa opera faraonica, che risulta essere inutilizzata e lasciata morire, solo perchè non c’è e non c’è mai stata quella volontà politico-amministrativa di voler credere veramente in una grande opera come questa.

    a noi cittadini, visto che lo abbiamo pagato e finanziato noi, piacerebbe sapere a che cosa serve oggi mantenere e portare avanti questa grande opera, se, come ho già detto, non serve.

    Caro ex presidente, dovrebbe avere più buona memoria e guardare alle cose non fatte, piuttosto che a quelle poche che avete fatto. Si poche, perchè non si vedono e non sono state motore attrattivo per il defunto canale Navigabile.

    Lacrime di coccodrillo, ormai è tardi. il treno, come spesso accade a Cremona, è già passato e non torna più.

    EttoreCl