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'Violenza su ragazzini', il sacerdote: 'Falsità sui miei atteggiamenti'

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“Sento il dovere di dire anch’io almeno poche parole per il momento”. E’ l’inizio dell’intervento di don Luigi Mantia, già parroco della comunità di Santa Lucia a Martignana di Po, rinviato a giudizio nei giorni scorsi con l’accusa di violenza sessuale (ipotesi lieve, senza atti specifici) ai danni di due ragazzini minorenni (leggi l’articolo). Le sue dichiarazioni, raccolte in un comunicato firmato dal sacerdote, sono state pubblicate sul sito della diocesi di Cremona. “Non voglio esprimere valutazioni sulla ‘percezione’ o ‘costruzione’ degli episodi che una persona, con il coinvolgimento successivo di un’altra, ha rappresentato – si legge -. Sono qualche centinaio le altre persone che mi hanno conosciuto e che hanno sperimentato, per 25 anni, il senso di dedizione e di rispetto che ho sempre avuto nei confronti dei ragazzi, non solo a Martignana di Po”.

“Non mi compete neppure parlare di quello che la magistratura – prosegue don Mantia – ha espresso o vorrà decidere nel futuro. Da un certo punto di vista, questo aspetto non mi deve toccare più di tanto. Quello che mi preme, e che ho già avuto modo di dire a chi di dovere, è ciò che la mia coscienza mi detta. Nulla di quanto viene attribuito alle mie intenzioni o ai miei atteggiamenti è reale. Il resto fa parte del ‘gioco’ o del ‘dramma’ delle cose umane, le quali spesse volte sono diverse rispetto a quelle di Dio”.

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