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"Gheddafi a Cremona", esce il libro di Sergio Ravelli sulla battaglia radicale contro l'inquinamento Tamoil

ravelli

Nella foto, una parte della copertina del libro e Ravelli

La copertina

E’ in uscita il secondo libro di Sergio Ravelli, segretario dell’associazione radicale Piero Welby. Dopo il “radicale ignoto”, è ora la volta di “Gheddafi a Cremona” Che ha per sottotitolo “trent’anni di lotte radicali a Cremona contro l’inquinamento ambientale, sociale e politico”. Ovviamente il libro è tutto incentrato sulla Tamoil, sul peso avuto dalla raffineria nella storia della città, sui condizionamenti che la presenza dell’azienda ha portato alla vita politico-sociale di Cremona e il pesante inquinamento ambientale prodotto in una delle zone verdi più frequentate dai cremonesi. “—temo che la frittata sia fatta e che purtroppo sia tardi per porvi rimedio – scrive Ravelli nella introduzione del libro – Una delle più belle aree verdi della città resterà in gran parte contaminata e sotto la spada di Damocle di un deposito che è quello di sempre, con la stessa vetusta rete sotterranea e con gli stessi serbatoi in larga parte gravemente ammalorati”. La prefazione è del parlamentare Maurizio Turco eletto nelle liste del Pd nella circoscrizione di cui fa parte Cremona. Turco ricorda le radici radicali del cremonese Ettore Sacchi, morto in povertà nel 1924 e l’amicizia con Sergio Ravelli. Ravelli ha fatto scoprire a Turco l’impegno dei radicali cremonesi non solo verso i diritti civili e le battaglie storice del Partito Radicale ma l’impegno trentennale sul tema della lotta all’inquinamento ed in particolar modo quella sulla Tamoil. Il libro sarà presentato al congresso del Partito Radicale che si tiene a Roma dall’1 al 4 novembre.

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Commenti
  • diego madoglio

    Ma chi ha rilasciato le licenze per costruire le case e le canottieri vicino alla raffineria? I serbatoi del deposito che vengono riempiti sono stati messi in manutenzione e gli altri sono pieni di acqua, signor Ravelli prima di parlare si informi.