2 Commenti

Canile: non c'erano minacce, assolti vertici associazione

aroldi

Nella foto, Federica Aroldi e il suo avvocato Michele Tolomini

“Assolte perché il fatto non sussiste”: questo, dopo una lunga camera di consiglio, il verdetto del giudice Pierpaolo Beluzzi per Federica Aroldi e Linda Lucarini, rispettivamente presidente e vice presidente dell’Associazione Zoofili cremonesi, accusate da tre ex dipendenti ed altrettanti ex volontari di minacce e tentata violenza privata. Alla Aroldi e alla Lucarini si contestavano atti intimidatori e ritorsivi nei confronti dei dipendenti Maria Grazia Cassanelli, Rita Brunelli e Pompilica Soitaru, licenziati l’11 settembre del 2009, e analoghe condotte anche nei confronti delle volontarie Luigina Bruni, Daniela Boccali ed Emanuela Adami, poi allontanati. Se non avessero smesso di collaborare con il Nas e di avere contatti con la Lega nazionale per la difesa del cane, avrebbero subito gravi conseguenze, tra cui il mancato rinnovo del contratto di lavoro. Per conservare il posto, avrebbero dovuto smentire, firmando una dichiarazione, il contenuto dell’esposto inoltrato al Comune di Cremona da Rosetta Facciolo, della Lega nazionale per la difesa del cane, nel quale la stessa citava i nomi dei tre dipendenti e dei tre volontari che le avrebbero confidato che al canile non era garantito il benessere degli animali. Dichiarazioni che in aula non tutti hanno confermato di aver rilasciato, rafforzando il quadro di “confusione e contraddittorietà” descritto dall’avvocato della difesa Michele Tolomini nella sua arringa finale. “In un clima dove ogni giorno la Lega per la difesa del cane cercava di sostenere come la nuova gestione stesse facendo né più né meno le stesse cose di quella vecchia, i datori di lavoro pretendevano che ci fosse un rapporto di fiducia, chiarezza e correttezza”. “Se c’era un problema”, ha proseguito Tolomini, “bisognava parlarne con le mie clienti, non con la Facciolo. Le condotte delle imputate non erano affatto minacciose, si richiedevano solo chiarimenti”. “Sono convinto”, ha concluso Tolomini, “che ci fosse un deus ex machina che voleva creare un’azione di disturbo all’interno del canile”. Per le imputate, il pm onorario Paolo Tacchinardi aveva chiesto una condanna per entrambe ad un anno e un mese di reclusione. L’avvocato di parte civile Francesco Cogrossi ha invece fatto sapere che impugnerà la sentenza.

Prima delle conclusioni e della sentenza, le due imputate hanno rilasciato spontanee dichiarazioni.

“Respingo decisamente le accuse”, ha detto la Aroldi. “La Lega per la difesa del cane ha cercato di approfittare della situazione, sostenendo che nulla era cambiato rispetto alla vecchia gestione, ma ad oggi dico che i nostri sforzi non sono stati vani. Ora c’è un’atmosfera di fiducia e tranquillità”. “Non ho mai chiesto a dipendenti e volontari di cessare la loro collaborazione col Nas”, ha precisato la Aroldi, “ma non volevo che fossero in contatto con coloro che ci stavano denigrando” (il riferimento è alla Lega del cane, n.d.r.). “Non c’è stata, comunque, alcuna minaccia. Queste sono accuse infamanti e lontane dalla realtà”.
Stessa linea di difesa per la Lucarini, che ha parlato del “clima di avversione che abbiamo dovuto subire”. “Il nostro interesse era rivolto al canile e nulla più. Era doverosa una chiara e decisa smentita dei dipendenti e collaboratori verso la Lega del cane”.

In udienza ha testimoniato anche Alessandro Scolari, dirigente veterinario dell’Asl. Il teste ha spiegato l’organizzazione delle riunioni periodiche gestite dal Comune subito dopo il problema del marzo del 2009 relativo al sequestro del canile. “Pochi mesi dopo, già in giugno”, ha riferito Scolari, “la situazione, anche grazie alla disponibilità della nuova gestione, è migliorata”.
Sentito anche Emilio Olzi, medico veterinario e presidente dell’Ordine dei veterinari di Cremona. “Il Comune mi ha dato l’incarico di garante per il benessere animale”, ha spiegato. “La situazione del canile era difficile, soprattutto per problemi di sovraffollamento, ma era sotto controllo”. Il testimone ha comunque ammesso che “le sollecitazioni della Lega per la difesa del cane sono state utili, anche se noi abbiamo seguito le indicazioni del ministero”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • LA RESA DEI CONTI
    E il primo processo sul canile se n’è andato: tutti assolti, scrive http://www.cremonaoggi.it, non c’erano minacce nel tanto decantato lager, e nemmeno violenza privata. I fatti non sussistono, ha deciso il giudice Pier Paolo Beluzzi. Adesso in Tribunale hanno più tempo per noi cittadini con Tamoil, e per la fama loro col calcio scommesse.

    Cremona 30 10 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • Angy

      L’importante è che ora chi di dovere vigili affinchè non si debba mai più arrivare a questi punti…..io continuo a tifare x i cani(gli unici veri innocenti).