Cronaca
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Emergenza carceri, i penalisti scioperano: 420 detenuti anziché 150

Le condizioni in cui attualmente vivono i detenuti sono una vergogna nazionale. Bisogna intervenire riducendo il sovraffollamento con misure immediate, modificando il sistema delle pene e rafforzando le misure alternative al carcere. Affrontare questa vera e propria emergenza nazionale non è solo un gesto di umanità necessario per il rispetto dei diritti, ma anche un atto di lungimiranza perché favorisce il recupero dei condannati e diminuisce le recidive”. Questo il testo del manifesto che spiega le ragioni dello sciopero dell’Unione Camere penali che per domani ha indetto un giorno di astensione dalle udienze per denunciare e fare conoscere a tutti la situazione delle carceri italiane.

Anche a Cremona domani i penalisti osserveranno un minuto di silenzio come ulteriore forma di denuncia delle intollerabili condizioni del sistema carcerario. Il minuto di silenzio si farà in apertura delle udienze, prima delle dichiarazioni di astensione da parte degli avvocati. Coinvolti anche i magistrati, il personale amministrativo degli uffici giudiziari e gli ordini territoriali.

Avvocato Luca Genesi, presidente Camera penale

Il presidente della Camera penale di Cremona Luca Genesi si è rifatto all’articolo 27 della Costituzione, secondo il quale “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. E’ una questione di civiltà”, ha sottolineato Genesi, che ha ricordato l’unicità di questa iniziativa che per una volta non tocca un problema che riguarda solo gli avvocati o le prese di posizione a garanzia degli imputati. “Dopo una prima apertura alla detenzione al regime domiciliare”, ha continuato il presidente della Camera penale, “c’è stato un seguito di parole, ma nessuna seria riforma. Bisogna garantire condizioni dignitose ai detenuti e fornire una rieducazione per dare la possibilità di lavorare sia dentro che fuori il carcere”.
“Il nostro penitenziario”, ha ricordato Genesi, “è progettato per 150 detenuti, che ad oggi sono 420 (il 60% costituito da stranieri, per la maggior parte magrebini). Prima era prevista una cella per ogni detenuto, mentre ad oggi ci sono tre detenuti per ogni cella che misura 9 metri quadrati, compreso il bagno. E non dimentichiamo la mancanza di personale, che oggi vede solo 170 unità di polizia penitenziaria già adeguate alla nuova palazzina che dovrebbe contenere 200 detenuti”.
Genesi ha poi spiegato che la Camera penale ha istituito un osservatorio permanente delle carceri di tutta Italia che insieme ai direttori dei penitenziari sta valutando quella che è la situazione nei vari distretti.
“Domani anche noi faremo un minuto di silenzio”, ha concluso Genesi, “per rendere più incisiva questa iniziativa, sperando che il legislatore metta mano ad un progetto di legge che risolva questo annoso problema e che permetta di attuare misure alternative”.

I problemi del carcere sono attentamente seguiti anche dai Radicali cremonesi, che dal 19 novembre stanno conducendo uno sciopero della fame per il diritto di voto dei detenuti e per richiedere l’amnistia. In una nota Sergio Ravelli, segretario dell’associazione radicale Piero Welby, fa sapere che “sono quasi 30 mila le adesioni pervenute a Radio Carcere da più di ottanta istituti di pena italiani alla quattro giorni di mobilitazione nonviolenta promossa dal Partito Radicale e da Marco Pannella per il diritto di voto dei detenuti e l’amnistia”. “Anche stasera”, prosegue il comunicato, “per il terzo giorno consecutivo migliaia di detenuti in ogni parte d’Italia accompagneranno il digiuno con un quarto d’ora di battitura delle sbarre, dalle 20 alle 20.15, a cui faranno seguito 45 minuti di silenzio. Mentre crescono le adesioni alla mobilitazione anche fuori dalle carceri, con centinaia di persone in digiuno tra familiari di detenuti, personale e operatori penitenziari, direttori, cappellani, volontari e semplici cittadini”.

La mobilitazione radicale appoggia l’astensione dalle udienze indetta dall’Unione delle Camere penali. E domani, giovedì 22 novembre, in chiusura della quattro giorni di sciopero della fame, battitura e silenzio: dalle ore 19.30 il Partito Radicale terrà un presidio davanti a numerosi istituti penitenziari. Anche a Cremona i militanti radicali si ritroveranno dalle 19,45 alle 20,30 davanti al carcere di via Cà del Ferro muniti di pentole, coperchi e cucchiai per accompagnare dall’esterno la battitura che averrà all’interno da parte dei detenuti.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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