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Nigeriano rapinato, liberi i connazionali: "Eravamo a ballare"

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Nella foto, l’avvocato Maria Laura Quaini e il giudice Guido Salvini

Quando il loro connazionale è stato rapinato, loro erano in discoteca. Così i quattro nigeriani arrestati nella notte tra domenica e lunedì dai carabinieri si sono giustificati davanti al giudice Guido Salvini che questa mattina li ha interrogati. I quattro, difesi dall’avvocato Maria Laura Quaini, hanno negato il fatto, così come hanno negato di conoscere anche di vista la vittima, aggredita in via Postumia verso le 22,30 di domenica insieme alla sorella mentre a piedi stava rientrando a casa. Al giudice, gli arrestati, tre 29enni e un 26enne, tutti in regola con il permesso di soggiorno, hanno raccontato di essersi poi recati alla Casa dell’accoglienza dove sono stati raggiunti dai militari. I quattro sono già stati scarcerati. Sono liberi con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I nigeriani erano stati arrestati la stessa sera dai carabinieri del capitano Livio Propato che li avevano individuati grazie alla descrizione dell’aggredito, un connazionale di 26 anni, avvicinato da quattro nigeriani e rapinato della collanina e del cellulare. I malviventi l’avevano anche spinto a terra e lasciato a terra dolorante, tanto che per lui era stato necessario ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso che gli avevano diagnosticato una prognosi di otto giorni.

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