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Parma, Leone Magiera protagonista della rassegna Gandolfi

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Diverse sono le motivazioni che hanno indotto l’Associazione «Favorita del Re» a proporre il modenese Leone Magiera quale primo protagonista della rassegna parmigiana dedicata a Romano Gandolfi, l’indimenticabile maestro di coro e direttore d’orchestra nato a Medesano il 5 maggio 1934 ed ivi deceduto nel febbraio del 2006. Innanzitutto la data di nascita, a distanza di poche settimane l’uno dall’altro; in secondo luogo la frequenza negli stessi anni a Parma del Conservatorio di musica; infine le profonde doti e affinità umane e professionali che hanno portato i due artisti, seppur in ambiti differenti, ai massimi livelli della carriera. Magiera fu tra i primi ad aver modo di frequentare il Gandolfi e di apprezzarne, sin dalle fasi iniziali, talento, passione e sensibilità. Egli, infatti, si diplomò brillantemente in pianoforte nella scuola ubicata presso l’antico Convento del Carmine il 19 settembre 1953, oltre che in canto lirico nel 1955; Gandolfi, invece, conseguì il diploma di pianoforte nel 1956 dopo aver ottenuto l’anno prima il diploma in composizione quale allievo interno di Gaspare Scuderi. Magiera, preparato da Lino Rastelli, presentò all’esame un imponente programma comprendente la Sonata in fa minore di Beethoven op. 57 (Appassionata), lo Studio da concerto La Leggerezza di Liszt, il Preludio, Corale e fuga di Franck e l’Allegro Barbaro di Bartók, laddove Gandolfi stupì la commissione soprattutto nelle ottime prove compositive. Accanto ai quattro «dieci» riportati dal candidato-Gandolfi nel registro dei verbali, l’allora direttore del Conservatorio Luigi Ferrari Trecate scrisse infatti di suo pugno: «Allievo interno studiosissimo e ben dotato di possibilità tecnico e musicali». Con lodevole intuito, il medesimo Ferrari Trecate aveva peraltro già indicato in precedenza pure le eccellenti doti di Magiera, segnalando lo stesso quale «elemento di eccezzione [sic]», dalla  «preparazione ottima» che aveva portato a termine un «esame brillantissimo» di pianoforte.

Il programma della serata di sabato 8 dicembre 2012, improntato a composizioni tra le più note del repertorio romantico, confermeranno certo, quasi ce ne fosse bisogno, il variegato percorso professionale di un artista a tutto tondo, la cui abilità alla tastiera non costituisce che l’aspetto parziale di una personalità completa, complessa e profonda. A iniziare dallo schumanniano Sogno (Träumerei), brano dolcissimo e malinconico tratto dalle Kinderszenen op. 15, per proseguire con i due rinomati Notturni di Chopin op. 15 n. 2 e op. 27 n. 2, espressione di un animo compositivo poetico intento a trasferire sul pianoforte l’arte del canto. A tal proposito il grande polacco indicò le modalità tecniche necessarie per raggiungere i propri intenti e Magiera, eccellente conoscitore della vocalità, si pone quale ideale realizzatore di tale aspetto esecutivo. Seguirà la Ballata in sol minore op. 23 del 1823, dedicata da Chopin al Barone di Stockhausen, basata su due melodie contrastanti condotte in piena libertà strutturale; brano contraddistinto da momenti ora drammatici, ora lirici che necessitano di versatilità e capacità espressive non comuni. A conclusione lo Scherzo op. 31, in cui Chopin – sembra – trasferì la propria tristezza determinata dall’invasione della Polonia da parte dei russi o, forse, – per ragioni più intimistiche e meno epocali – dalla rottura della sua relazione amorosa con Maria Wodzinska. Si tratta di pagine tra le più conosciute della letteratura pianistica di tutti i tempi, ma che, ne siamo certi, daranno modo al nostro interprete di fare la differenza tra il «normale» esecutore e il vero artista.

Paola Cirani

Parma, Auditorium del Carmine (Sala annessa al Conservatorio di musica «Arrigo Boito»), via Eleonora Duse.
Sabato, 8 dicembre 2012, ore 20, 30.
Prenotazione biglietti: 335 200001; concizac@libero.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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