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Provincia del Po, Cremona il capoluogo ma decentrati gli uffici governativi Il ministro in commissione bicamerale La Telefonata con l'onorevole Pizzetti

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Riordino delle Province. Qualcosa in più si sa. Nella mattinata si è svolta un’audizione in commissione bicamerale del Ministro per la Pubblica Amministrazione Patroni Griffi. I capogruppo del Pd è il parlamentare cremonese Luciano Pizzetti. “La prima questione che abbiamo affrontato – ci ha detto Pizzetti – è quella relativa ai criteri per il mantenimento delle province (2500 chilometri quadrati e 350mila abitanti, ndr). Il Ministro ha ribadito che non ci saranno deroghe per volontà del Governo a questi criteri. Unica eccezione, potranno essere le province mono-regione, ovvero una sola Provincia in un territorio regionale (Molise, Umbria, Basilicata). Anche in questo caso il Ministro si è detto non favorevole a deroghe, ma disponibile a discussione”. Per quanto riguarda il nostro territorio, dunque, cadrebbe l’ipotesi ventilata sulla deroga alla provincia di Mantova.
Sulle deleghe, la richiesta dei parlamentari al Ministro è stata quella di consentire alle regioni di ritrasmettere alcune funzioni alle Province. “Il Ministro si è detto favorevole alla nostra proposta – ha continuato il parlamentare cremonese – Nel testo attuale le funzioni in capo alle regione possono essere delegate ai comuni. Secondo noi, alcune funzioni (come l’agricoltura o la formazione professionale) devono poter essere ritrasmesse alle Province”.
Altra questione, le cariche. “Al momento attuale – ha dichiarato Pizzetti – il testo prevede che dal primo gennaio 2013 le giunte provinciali siano soppresse e che, per circa un anno, fino al riordino effettivo nel 2014, il presidente possa delegare le funzioni a non più di tre consiglieri. Abbiamo chiesto che nella fase di transizione possano rimanere in carica le giunte attuali, anche perché fino all’effettivo riordino, il 2014, le funzioni rimarranno in capo alle province stesse. E’ in utile sciogliere organi per tenerne in vita altri. Il ministro si è detto d’accordo”.
E il capoluogo? “Confermato dal Ministro – ha detto Pizzetti – che il comune capoluogo sarà quello con più abitanti. Cremona, dunque, sarà capoluogo a meno che ci sia una decisione diversa presa a maggioranza tra i comuni capoluogo interessati dal riordino, nel caso della Provincia del Po Cremona, Mantova e Lodi. A questo si aggancia il discorso fatto sugli uffici territoriali del Governo, Prefetture, Questure, Comandi. Il Ministro ha dichiarato che non sarà tutto concentrato nel comune capoluogo, ma che verranno adottati criteri di flessibilità”.
Sul personale, chiara la presa di posizione del Ministro. “Ha detto chiaramente che non ci saranno esuberi – ha proseguito il parlamentare cremonese -, ma mobilità del personale relativamente alla riorganizzazione delle funzioni che saranno in capo alle Province, alle Regioni o ai Comuni”.
Sul decreto, ora in commissione Affari Istituzionali del Senato e successivamente in esame alla camera, pende il rischio di incostituzionalità. “In commissione ci sono alcune forze politiche che stanno facendo ostruzionismo occulto. Ma è una logica sbagliata. Anche nell’ipotesi di mantenere le Province, scatterebbe il ‘Salva Italia’, quindi rimarrebbero Province senza funzione e senza ruolo. Per quanto riguarda l’incostituzionalità, i nostri uffici legislativi – ha assicurato Pizzetti – non hanno dato alcun parere negativo sul tema incostituzionalità. Vedremo cosa dirà la Consulta che per ora non ha fissato nessuna data per la sua espressione di parere”.

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