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Dopo 27 anni torna la 'Madonna con bambino' di Ludovico Mazzolino

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foto Francesco Sessa

Un capolavoro da lungo tempo non fruibile ha ritrovato la sua naturale collocazione nella Pinacoteca del Museo Civico “Ala Ponzone”. Si tratta della tavola “Madonna con Bambino in trono e santi Andrea e Pietro” di Ludovico Mazzolino (1480-1528). A suggellare questo importante momento nella storia artistica di Cremona il convegno “Il Mazzolino restaurato”, tenutosi in mattinata nella Sala San Domenico del Museo Civico “Ala Ponzone”. L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cremona in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e con l’Azienda Speciale Servizi di Formazione Provincia di Cremona.

IL SINDACO: ‘GRANDE SODDISFAZIONE’

“E’ una chiusura d’anno veramente importante quello che sta vivendo la nostra città, portata ad una ribalta finalmente nazionale ed anche mondiale. – ha esordito il sindaco Oreste Perri portando il suo saluto ai presenti -. Abbiamo vissuto un’esperienza significativa lo scorso 30 novembre quando con l’organizzazione del convegno ‘I Musei del Nuovo Millennio’, che ha visto  diverse realtà museali italiane e straniere convenire all’Ala Ponzone per riflettere insieme su esperienze e prospettive future dei musei. Quindi, lo scorso 5 dicembre, il tanto sospirato e a lungo atteso riconoscimento deciso a Parigi  dall’UNESCO di iscrivere la tradizione liutaria cremonese nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Poi il Museo del Violino, che sta per essere inaugurato. Oggi siamo qui ad esprimere grande soddisfazione per l’opera di Ludovico Mazzolino ‘Madonna con  Bambino in trono e Santi Andrea e Pietro’ che, dopo ventisette lunghi anni, è tornata finalmente ai suoi antichi splendori e visibile nella nostra Pinacoteca. Questo grazie ad un importante lavoro di conservazione curato dal Laboratorio del nostro Museo,  CR.Forma – Azienda Speciale Servizi di Formazione Provincia di Cremona, con la supervisione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Ringrazio tutti per l’impegno profuso, in particolare coloro che hanno fattivamente operato e l’Opificio per aver assistito costantemente i lavori.”

IL CONVEGNO ‘UN MAZZOLINO DA INTERPRETARE’

Il convegno, presieduto da mons. Achille Bonazzi, delegato vescovile per i Beni culturali ecclesiastici, ha visto, tra gli altri, l’intervento di Ivana Iotta, direttore del Settore Cultura e Musei del Comune di Cremona, che ha spigato le ragioni della collaborazione tra il Laboratorio, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e CR Forma, e di Mario Ciatti, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, che si è soffermato sulla conservazione del patrimonio in generale e quindi sul progetto cremonese in particolare. Mostrando delle diapositive, Ciatti ha illustrato come è stata “messa in sicurezza” la tavola e come è stato realizzato il nuovo supporto. Mario Marubbi, conservatore della Pinacoteca del Museo Civico “Ala Ponzone” ha quindi tenuto un interessante intervento. “Un Mazzolino tutto da interpretare”.  Paolo Mariani, coordinatore del settore restauro di CR Forma, ha parlato dei principi e delle problematiche di un restauro, mentre Curzio Merlo, responsabile del Laboratorio di diagnostica di CR Forma ha spiegato il delicato lavoro condotto sulla tavola attraverso indagini preliminari. Da citare infine il contributo di Michele Bernardi, docente restauratore di CR Forma, che si è soffermato sugli interventi che hanno riguardato i colori dell’opera.

LA STORIA, DAL TRASFERIMENTO AL RESTAURO

Il 12 dicembre 1985, su disposizione dell’allora Soprintendente per i Beni Artistici e Storici delle province di Brescia, Cremona e Mantova, Antonio Paolucci, in seguito Ministro per i Beni Culturali e oggi Direttore Generale dei Musei Vaticani, l’opera Madonna con Bambino in trono e santi Andrea e Pietro, conservata nella Pinacoteca del Museo Civico, venne trasferita all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La decisione del trasferimento venne presa in quanto l’opera, di notevole pregio storico-artistico, presentava gravi ed articolati problemi di conservazione.

Venne allora avviata una particolareggiata campagna diagnostica utilizzando i più sofisticati strumenti scientifici per rimuovere le cause del degrado e iniziarono le operazioni di restauro: ma la quantità di lavoro cui l’Opificio è stato sottoposto in questi ultimi anni, non ha permesso per lungo tempo il  restauro completo della tavola.

Pertanto, nel 2009, il Comune di Cremona, in accordo con l’Opificio, ritenne opportuno fare ritornare il dipinto a Cremona per completare, sotto la direzione degli esperti di Firenze, i lavori di restauro all’interno del Laboratorio del Museo Civico, grazie anche all’intervento della Regione Lombardia e alla disponibilità di CR.Forma – Azienda Speciale Servizi di Formazione Provincia di Cremona.

Nel frattempo era stata effettuata una ricerca di documenti dei presunti precedenti restauri, che ha permesso di ricostruire alcuni passaggi di proprietà nonché diversi interventi di restauro cui l’opera sarebbe stata sottoposta.

Eseguite l’analisi e la completa documentazione dell’opera con lo studio dei materiali, e grazie anche all’ottimo rapporto di collaborazione che si è instaurato tra l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, i tecnici di CR Forma e il Laboratorio di manutenzione conservativa del patrimonio artistico del Museo Civico “Ala Ponzone”,  l’intervento di restauro e pulitura del dipinto è stato riavviato e completato.

E’ stato inoltre possibile per la cittadinanza e gli appassionati seguire direttamente le varie fasi di recupero attraverso l’inziativa “Mazzolino, restauro aperto”.

Foto Francesco Sessa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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