Un commento

Olivero in campo: le Acli non sono soggetto politico

Lettera scritta da Bruno Tagliati

Negli ultimi tempi, si è parlato ripetutamente delle Acli come di un soggetto politico impegnato a formare un nuovo partito, collocando le nostre associazioni dentro lo schieramento che alle prossime elezioni sosteranno la candidatura del prof. Monti alla Presidenza del Consiglio.

Tutto ciò deriva dalle vicende legate al dimissionario presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero il quale si è fatto promotore, a titolo del tutto personale, della nascita del movimento politico “Verso la Terza Repubblica” decidendo poi di scendere direttamente in campo all’interno di tale aggregazione.

Questo ha generato a tutti i livelli dell’Associazione disagio ed imbarazzo, accompagnati da una forte preoccupazione, non per la scelta personale dello stesso Presidente Olivero, ma perché essa ha causato una strumentale e scorretta esposizione mediatica, che descrivendo  le Acli come soggetto partitico ha costituito una indebita violazione della nostra autonomia.

Pertanto, il Consiglio Provinciale ha sottolineato:

Ø            che le scelte politiche dei dirigenti e aderenti alle Acli non si identificano con quelle del presidente Olivero in quanto non ne sono stati coinvolti;

Ø            che le Acli non sono collaterali ad alcuna forza politica;

Ø            le Acli non hanno sottoscritto nessuna agenda politica né sottoscritto alcun programma elettorale;

Ø            che le Acli, sono un luogo plurale, un laboratorio di democrazia e cittadinanza attiva che vive la propria politicità dentro lo spazio sociale;

Ø            che compete agli aclisti, come credenti laici adulti decidere la propria opzione politica  nonostante il tentativo, calato dall’alto, di inquadrare l’associazione sotto una sigla costituita da altre realtà;

Ø            le Acli, pur riconoscendo che il governo del prof. Monti  tecnico ha lavorato in un contesto difficile, in ragione della loro autonomia, più volte ne hanno criticato provvedimenti e prese di posizioni non condivisibili dalla nostra associazione;

Ø            come Acli pur continuando nel nostro impegno politico e sociale non permetteremo a nessuno di piegare la nostra libertà di azione, di proposta e di critica nei confronti dei governi futuri e per questo le Acli mai hanno sposato il manifesto di Monti.

Inoltre, vogliamo evidenziare che il Paese sta affrontando uno dei momenti più delicati e complessi della sua storia, perché alla crisi economica si aggiunge una grave crisi valoriale e sociale, esasperata da un individualismo dilagante.

Una crisi acuita anche da una classe politica che in gran parte non ha saputo interpretare i bisogni dei cittadini, aumentando sempre di più il divario con la società civile, divenendo sorda alle grida di aiuto di milioni di famiglie italiane.

Le nostre Acli che hanno da sempre come missione quella di dare voce a chi non ha voce, per non lasciare indietro nessuno, non devono cadere nello stesso errore. La nostra è una grande associazione popolare profondamente radicata nel territorio, nei piccoli centri e nelle grandi città; quotidianamente incontriamo migliaia di persone che hanno bisogno di rendere esigibili i loro diritti, che non sono riusciti ad entrare nel mondo del lavoro oppure ne sono stati brutalmente espulsi.

Il Paese, oggi ha particolarmente bisogno di ACLI, quelle vere, nette, incisive, che tutti conoscono da quasi settant’anni. Una storia la nostra tutta giocata sul senso più alto della politica come forma di carità, categoria questa di cui abbiamo un bisogno disperato in questa fase.

Le Acli stanno con le Acli.

Bruno Tagliati
presidente provinciale Acli Cremona

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Laico

    Laici?

    Sarebbe bello, ma è verò?