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Defibrillatori in zone strategiche della città Proposta di Lions Club

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E’ stato presentato al sindaco Oreste Perri “Cremona per la Vita”, progetto per la diffusione dei defribillatori semi automatici (DAE) nei luoghi pubblici del territorio cremonese promosso da Lions Club Cremona Europa. Lo ha illustrato il dott. Ugo Rizzi, responsabile organizzativo del progetto. Erano presenti il vice sindaco Carlo Malvezzi,  il segretario generale Pasquale Criscuolo, il comandante della Polizia Locale Fabio Germanà Ballarino, il Capo di Gabinetto Waltere Montini e Vincenzo Siliprandi, presidente del Lions Club Cremona Europea.

Scopo del progetto è di installare nelle zone della città maggiormente frequentate, dove quindi è statisticamente più elevato il rischio che si verifichi un malore, alcuni dispositivi salvavita, i defribillatori semiautomatici appunto, che potranno essere utilizzati da chiunque , anche semplice cittadino, abbia frequentato un corso di primo soccorso abilitante all’utilizzo degli stessi, in attesa dell’arrivo dei soccorsi del 118.

“In Italia – ha spiegato il dottor Rizzi – è stimato che ogni anno muoiano circa 60.000 mila persone per arresto cardiaco, anche in ambito sportivo. Numerosi studi hanno dimostrato l’importanza del primo soccorso nel ridurre mortalità e complicanze purché tali procedure vengano attuate tempestivamente. L’intervento del 118, per varie ragioni, potrebbe non essere sufficientemente rapido, al contrario di chi è già sul posto. Il dott. Rizzi ha infatti spiegato che se il cuore ed i polmoni si fermano cessa il rifornimento di sangue ed ossigeno a tutto il corpo, ma ad essere danneggiato è soprattutto il cervello, capace di resistere circa 5-6 minuti prima di andare incontro a lesioni irreversibili. Chi presta soccorso deve pertanto saper effettuare il “ripristino delle funzioni vitali e defibrillazione, praticando le manovre di rianimazione cardio polmonare di base”.

La legge del 3 aprile 2001, n. 120 e le successive normative in materia hanno consentito l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico anche da parte di soccorritori non sanitari e semplici cittadini, purché adeguatamente addestrati e abbiano ricevuto una formazione sulle attività di rianimazione cardio polmonare. In Lombardia l’abilitazione all’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico in ambito pubblico può essere rilasciata esclusivamente da AREU 118 (Azienda Regionale Emergenza Urbana) come da normative vigenti.

“Questo dispositivo portatile – ha aggiunto Ugo Rizzi – definito comunemente DAE, guida l’operatore, attraverso istruzioni vocali, nelle manovre di soccorso da compiere, diagnostica e può correggere la fibrillazione ventricolare che ha determinato l’arresto cardiaco in modo sicuro ed affidabile, liberando da responsabilità l’operatore stesso. L’arresto cardiaco, d’altra parte, è causa rilevante di decessi sull’intero territorio nazionale e la defibrillazione precoce rappresenta il sistema più efficace per garantire le maggiori percentuali di sopravvivenza alle manovre di supporto delle funzioni vitali”.

E’ previsto naturalmente un apposito corso che ha lo scopo di trasmettere, a chiunque lo desideri, un metodo per riconoscere e gestire il soccorso in caso di arresto cardiaco e di supportare le funzioni vitali anche attraverso l’uso del defibrillatore semiautomatico fino all’arrivo del 118 in cui possono essere impiegati anche altri mezzi efficaci a correggere la causa che ha determinato l’arresto del cuore. Il corso viene realizzato secondo le attuali linea guida internazionali in tema di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione precoce con istruttori certificati dal 118.

Al termine dell’illustrazione, il sindaco Oreste Perri ha manifestato grande apprezzamento per tale iniziativa e, sottolineando l’utilità della strumentazione, ha detto che l’Amministrazione comunale è interessata al progetto. Per questo, in accordo con il vice sindaco Carlo Malvezzi, ha invitato il dott. Rizzi e il presidente Siliprandi a contattare i competenti responsabili amministrativi, in modo da effettuare innanzitutto una verifica dei luoghi pubblici più idonei, anche sotto l’aspetto tecnico, alla collocazione dei defibrillatori automatici.

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Commenti
  • Sergio Martoni

    Se tutti quei soldi li avessero spesi per insegnare il BLS nelle scuole sarebbe stato molto piu’ utile. Ma evidentemente molto meno “appariscente”. I responsabili del 118 dovrebbero sapere che l’utilizzo dei defibrillatori da parte dei laici ritarda l’inizio del massaggio cardiaco con conseguenze peggiori per i pazienti.

    • contribuente imu

      Ci sono poi due altri piccoli particolari non tracurabili: i defibrilaltori periodicamente, devono essere revisionati altrimenti quando servono e non funzionano non servono a nulla, occorre inoltre formare coloro che li utilizzando perchè il rischio di combinare seri guai è molto alto. Usare un defibrillatore non è cosi semplice così come si può pensare; l’iniziativa è lodevole ma poi….?????