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Commercio in crisi, ecco un'indagine per analizzare i problemi e le soluzioni Studio firmato dal prof. Mannheimer

negozi

Nella foto: il prof. Mannheimer e un negozio vuoto

Commercio cremonese in crisi: in arrivo un’indagine sulla questione curata dal Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Ispi, l’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione guidato dal noto professor Renato Mannheimer. La ricerca, che servirà a mettere in atto progetti per rilanciare il settore, verrà presentata venerdì 8 febbraio alle ore 14,30 presso la Sala Maffei. E’ stata commissionata dalla Camera di Commercio, in accordo con le Associazioni di categoria.

Dati statistici, interviste, focus group ai commercianti hanno permesso di raccogliere le opinioni degli operatori in merito alle possibili iniziative per la promozione del centro storico. La  ricerca quantitativa, realizzata dall’Ispo del prof. Mannheimer tramite interviste telefoniche, ha consentito invece di analizzare i comportamenti dei consumatori e comprendere le potenzialità del centro storico di Cremona quale luogo di acquisti.

“Il settore del commercio di vicinato – commenta il Presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio – è pesantemente colpito dall’attuale andamento congiunturale che si ripercuote sui consumi ed è costretto a confrontarsi con le opportunità e con i rischi derivanti dalla disciplina sulle liberalizzazioni commerciali approvate nel decreto ‘salva Italia’. L’indagine voluta dalla Camera di Commercio e dalle associazioni di settore  si pone come strumento di supporto, per gli attori sia pubblici che privati, per l’avvio di un processo di collaborazione finalizzato al rilancio di un settore di straordinaria rilevanza oltre che alla valorizzazione della città”.

E RETE IMPRESE SI MOBILITA LUNEDI’:
INIZIATIVE PER STIMOLARE LA POLITICA

Il 2012 sarà ricordato nella storia come un “annus horribilis” nella storia dell’economia italiana per quanto riguarda l’andamento di redditi e consumi. E’ quanto emerge dai numeri illustrati da Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi nazionale di Confcommercio, in occasione della conferenza stampa convocata da Rete Imprese Italia per illustrare la Giornata di mobilitazione nazionale del 28 gennaio prossimo. L’anno scorso, infatti, i consumi hanno subito una flessione reale pro-capite del 4,4%, mentre il reddito disponibile reale pro-capite è sceso del 4,8% rispetto al 2011.

Per Carlo Sangalli, presidente Confcommercio, “insieme a un pezzo di economia che muore, muore anche il Paese”; “occorre reagire per evitare di continuare ad avvitarci in questa perniciosa spirale recessiva e tornare a crescere il più velocemente possibile”. E’ per questo che le imprese dell’artigianato, del commercio, del turismo, dei servizi, della logistica e le piccole imprese del manifatturiero e delle costruzioni hanno deciso una mobilitazione nazionale con l’obiettivo di “invitare, persuadere, costringere la politica a fare una riflessione vera, nuova, moderna sul ruolo che le imprese che si riconoscono in Rete Imprese Italia possono avere per la ripartenza della nostra economia”. Le associazioni aderenti a Rete Imprese Italia, lunedì, organizzeranno su tutto il territorio nazionale iniziative di vario tipo (dalla convocazione degli organi – consigli, assemblee aperte con la partecipazione di imprenditori, politici e amministratori locali, candidati alle elezioni – fino a vere e proprie manifestazioni pubbliche e in piazza per sottolineare la sofferenza delle imprese) e verrà reso pubblico un documento con un contributo di proposte per la prossima legislatura. Anche Cremona partecipa alla mobilitazione: programma in fase di definizione.

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Commenti
  • IL BICCHIERE MEZZO
    E’ un classico: il bicchiere a metà è mezzo pieno o mezzo vuoto, secondo il carattere di chi lo guarda. E leggere che otto milioni di italiani son poveri dovrebbe dar gioia: 52 sono ricchi!

    Cremona 23 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Anarchiste

    Mah…. secondo me possono fare tutte le ricerche che vogliono, ma senza che sprechino soldi, glielo dico io qual è il problema :
    Pressione fiscale per i negozi, prezzi troppo alti in relazione ai salari bassi (non posso pagare una camicia 120€ se ne guadagno 1200 al mese), parcheggi a tariffe esose (a Milano per 5 ore e mezza ho pagato 1,60€).
    La somma di tutti questi fattori, fa si che i negozi del centro chiudano….

    Senza fare tante ricerche, visto che siamo in europa e in tutti i paesi il potere d’acquisto degli stipendi dovrebbe essere lo stesso, guardate questo video illuminante : http://www.youtube.com/watch?v=K67msgbqjv0

    già fatta la ricerca…..

    • Anarchiste

      ….e giusto per completezza, ecco il confronto in un supermercato italiano:

      http://youtu.be/t73B5xmyyxg

      L’ho già fatta io la ricerca, Prof. Mannheimer, mi assume come assistente?