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Così i derivati hanno fatto perdere la testa a Tolomini Una coppia: via 200mila euro

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Si è autodenunciato per operazioni finanziarie sbagliate e si è dimesso da tutti gli incarichi pubblici. Stefano Tolomini, 46 anni, professionista e amministratore comunale di Grontardo (sposato e con 5 figli), ha fatto un passo indietro, riconoscendo le proprie responsabilità, ma ora per lui ci sono altri guai. Questa mattina, nei confronti di Tolomini, l’avvocato Paolo Zilioli ha depositato una querela per truffa aggravata ai danni di due clienti e amici che hanno perso duecentomila euro. “Un rapporto costruito sulla fiducia”, ha tenuto a precisate Zilioli. Tutto è partito dal 2000 con un piccolo investimento. “Secondo Tolomini”, ha raccontato il legale della coppia, “il rendimento era buono e il capitale garantito. L’obiettivo era quello di arrivare ad un rendimento del dieci per cento”. “Alla fine”, ha proseguito il legale, “l’investimento è stato di 200.000 euro”. Poi Tolomini si è autodenunciato e marito e moglie hanno voluto vederci chiaro. Quando si sono rivolti alla IW Bank, banca on line italiana con sede a Milano presso la quale il consulente aveva aperto un conto corrente intestato a loro, “hanno scoperto”, ha spiegato Zilioli, “che quel conto corrente esisteva, solo che non era intestato ai miei assistiti. Tolomini l’aveva intestato a se stesso”. Ora, “il contratto artefatto” è stato depositato in procura insieme alla querela per truffa. Ma c’è di più. Sempre il legale della coppia ha aggiunto che da un controllo presso la IW Bank “è emerso che  nel 2012 c’era un nuovo contratto, stavolta intestato ai miei clienti, ma con le loro firme false”. In merito a questo episodio”, ha concluso, “la IW Bank ha fatto partire un’indagine interna”.

Allo stato delle cose la procura avrebbe già aperto un fascicolo per “appropriazione indebita” e “falsità nelle comunicazioni” dopo l’ esposto denuncia presentato dallo stesso Stefano Tolomini, assistito dall’avvocato Giuseppe Bodini, raccontando quello che gli era successo. Tolomini aveva investito i risparmi di conoscenti e familiari in prodotti derivati. Il mercato finanziario stava crollando e i derivati subirono un collasso. Tolomini cercò di ripianare le perdite con capitali provenienti da altri amministratori. Purtroppo il buco si è andato allargando. A Tolomini non è rimasto altro da fare che rivolgersi direttamente alla Giustizia, raccontando quanto era successo e mettendo a disposizione, per eventuali risarcimenti, tutti i suoi beni. Tolomini ha informato personalmente anche tutti i danneggiati dalle sue operazioni.

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