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Piaga inquinamento, le proposte dei candidati alla Regione Lombardia

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Cremona, la terza città più inquinata d’Italia. Il risultato è stato certificato qualche settimana fa dall’ultimo dossier di Legambiente sulla qualità dell’aria (leggi l’articolo). Il tema, alla luce delle ripercussioni sulla salute, investe direttamente la vita dei cittadini (non solo cremonesi visto che si tratta di una piaga dell’intera area lombarda). Si tratta, quindi, di uno dei punti fondamentali che i candidati alla presidenza della Regione Lombardia sono chiamati ad affrontare in questa campagna elettorale. Ecco le soluzioni da loro proposte, sulle pagine del Corriere, per affrontare quella che ormai è diventata una vera e propria emergenza-inquinamento.

ALBERTINI
Il candidato di Lombardia Civica, Gabriele Albertini, parla della necessità di sviluppo delle energie rinnovabili e del rafforzamento del teleriscaldamento, affiancando a tutto ciò campagne per il risparmio energetico casalingo e in ufficio. Non giudica utili i divieti alla circolazione (“sono provvedimenti che hanno limitato il traffico, meno l’inquinamento”). Ricorda che secondo dati europei il 23% dell’inquinamento è dovuto al sistema dei trasporti e il 77% a riscaldamento, produzione di energia e attività produttive. Una tassa antismog per i mezzi pesanti come chiedono le associazioni ambientaliste? Albertini non si mostra favorevole, rispondendo con il bisogno di incentivare il trasporto ferroviario e di ammodernare i veicoli circolanti.

AMBROSOLI
Umberto Ambrosoli, candidato del patto civico di centrosinistra, sottolinea che il fronte principale riguarda le emissioni da riscaldamento. Intende promuovere riqualificazioni energetiche degli edifici, teleriscaldamento e regole nuove per la certificazione energetica. “Green economy, anche un’opportunità per creare lavoro”. Divieti di circolazione alle auto inquinanti? Per Ambrosoli questi divieti, volti a favorire la sostituzione del parco auto con modelli meno inquinanti, sono utili solo se accompagnati da altre iniziative. “Favorire mobilità pedonale e ciclistica, rafforzare trasporto pubblico, specie su ferro”. Tassa antismog sui mezzi pesanti? “Serve equilibrio, no slogan”. Il candidato del centrosinistra, ricordando che il traffico pesante incide molto sull’inquinamento, spinge per un tavolo di confronto con Regioni del nord e Governo per individuare soluzioni coordinate.

CARCANO
La candidata del Movimento 5 Stelle Silvana Carcano parla di investimenti sul trasporto pubblico e sulle ferrovie (“spostare risorse dai megaprogetti per fare rete intermodale”). Avanza nuova regole per favorire ristrutturazioni energetiche degli edifici con incentivi (“e no inceneritori”). Giudica i divieti di circolazioni parzialmente utili e indispensabili in casi di emergenza. Le auto “sono però solo parte del problema”. Problema che si può affrontare “riducendo spostamenti casa-uffici-lavoro con pubblica amministrazione digitale e telelavoro”. Tassa antismog? Prima di chiedere tasse, afferma, servono alternative. E accenna a filiere a km-zero riguardo gli alimenti, ad esempio, e a spostamento di merci su ferrovie.

MARONI
Roberto Maroni, leghista candidato del centrodestra, mette come punto di partenza il nuovo Piano degli interventi per la qualità dell’aria. Divieti di circolazione? Utili per sensibilizzare i cittadini, “ma sono misure circostanziate, che non risolvono il problema”. Devono essere abbinate “a misure strutturali”. Non vuole una tassa antismog sui mezzi pesanti: “Limiterebbe solo in modo marginale il traffico e peserebbe sulle famiglie”. Più opportuno “favorire filtri antismog e trasporto di merci su rotaia”.

PINARDI
Carlo Maria Pinardi corre per il ruolo di presidente della Regione sotto il simbolo di Fare per Fermare il declino. “Non c’è un provvedimento chiave, ne servono diversi”. Ipotizza la riconversione degli impianti inquinanti delle case, teleriscaldamento, rafforzamento del sistema del trattamento rifiuti, potenziamento degli impianti di depurazione delle acque e mobilità sostenibile. Giudizio sui divieti alla circolazione? “Da soli non bastano”. Necessario, per Pinardi, favorire mobilità sostenibile, efficientamento energetico e riqualificazione urbana. Non vuole una tassa antismog sui mezzi pesanti: serve “stimolare atteggiamenti responsabili da parte delle imprese”. “Aumenteremo incentivi per ricerca tecnologica e potenzieremo ferrovie”.

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Commenti
  • Filippofusar

    pazzesco! dicono praticamente tutti le stesse cose…
    fantapolitica

  • puntinosullai

    Ma nessuno che pensa alla navigabilità del Po? Allo sfruttamento del canale navigabile ? Vogliono meno inquinamento e raddoppiano la Paullese, certo in un ottica imprenditoriale ci stanno più prostitute, ma è un buon servizio secondo voi?Pensare ad una linea metropolitana nel 2013 è troppo? collegare i capoluoghi di provincia con la capitale del lavoro del nord ossia Milano da sotto terra senza impatto ambientale e senza più problemi per i pendolari, con una fava tre piccioni(inquinamento-pendolari- trasporti)! Lo sviluppo e l’inquinamento vanno di pari passo, ma usare l’intelligenza per un futuro migliore no èhhh!

  • Michele Scolari

    Concordo con il Puntinosullai. Tanto per fare un esempio, a Cremona abbiamo un canale navigabile abbandonato inspiegabilmente a metà, il cui completamento sarebbe buona cosa non solamente per incrementare i trasporti fluviali ma anche in vista dell’Expo 2015.
    Per non parlare dei trasporti ferroviari che cadono a pezzi, mentre quelli svizzeri vanno a gonfie vele e iniziano a comprare o ad affittare piattaforme anche in molte stazioni italiane.
    Altro aspetto che mi rammarica è notare come in nessuna delle proposte di cui sopra venga citato il Patto dei Sindaci (al secolo Covenant of Mayors), l’iniziativa europea che si prefigge il cosiddetto “obiettivo 202020”, ovvero ridurre del 20% le emissioni di gas climalteranti entro il 2020. Questa valida iniziativa, come mi sono premurato di specificare spesso in altre sedi, dà la possibilità di intervenire in più settori, dal parco auto alle piste ciclabili e, soprattutto, gli impianti industriali e di riscaldamento (per questi ultimi per ora si fa riferimento agli edifici pubblici, ma è in corso di definizione da parte della Commissione Europea, anche un capitolo per l’edilizia privata). Essa, tanto più urgente in una zona come la pianura padana che è geofisicamente penalizzata nell’accumulo degli inquinanti, permetterebbe di tessere ed armonizzare in un quadro organico un’insieme di azioni che, sin’ora, vengono svolte ciascuna per proprio conto, senza essere rispecchiate in un disegno, una strategia complessiva.