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Quasi 2mila iscritti al bike-sharing 11,49 ritiri in media al giorno I numeri del servizio cremonese che nel 2013 non sarà più gratuito

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Quasi 2mila persone sono iscritte al servizio (per ora gratuito) di bike-sharing, precisamente 1.952. 9.952 sono i ritiri e le riconsegne al 31 gennaio 2013 delle biciclette nelle 17 postazioni cittadine attivate (funzionanti ad oggi sono 14). Bike sharing sotto la lente di ingrandimento. L’assessore all’ambiente del Comune Francesco Bordi, rispondendo a un’interrogazione di Giacomo Zaffanella (gruppo misto) ha fornito i dati del servizio. Il punto più frequentato è quello della Stazione – lato officina (2.389 ritiri-riconsegne di biciclette), seguito da quello in corso Vittorio Emanuele (2.075 ritiri-riconsegne), via Mantova (1.368) e Stazione Ferroviaria (1.061).

In media si verificano 11,49 ritiri di biciclette in un giorno. Con un leggero calo dell’utilizzo del servizio dal 2011 in cui i ritiri sono stati 4.670 al 2012 con 4.455. La maggior parte degli iscritti al servizio bike-sharing provengono da zone fuori dalla provincia di Cremona (692), 605 sono quelli del Comune di Cremona, 475 iscritti nei comuni in provincia, 134 quelli provenienti dall’estero. 630 noleggiano la bicicletta per motivi di lavoro/studio, 261 per turismo, 134 per altro, solo 76 per acquisti. Questa la relazione del bike sharing cremonese con altri mezzi: in 450 casi la persona prende la bici dopo essere scesa da treno o autobus, in 419 dall’auto. Per quanto riguarda la diffusione di conoscenza del servizio, in 281 hanno appreso del bike sharing grazie ai volantini informativi, in 240 sul sito del Comune, in 113 sui giornali locali.
In termini di offerta del servizio (bici/ogni 10.000 abitanti) Cremona presenta un valore pari a 11,26 che la collocherebbe al primo posto della graduatoria presentata nello studio di Euromobility sulle mobilità sostenibile nelle principali città italiane. In termini di domanda (utenti iscritti ogni 10.000 abitanti) il valore relativo a Cremona è pari a 274,92 che analogamente al precedente si collocherebbe al primo posto delle graduatoria presentata. Il valore della domanda (cioè degli utenti iscritti) è sicuramente influenzato dalla gratuità del servizio.
Circa il gradimento del servizio offerto, sono state condotte due indagini: la prima predisposta dagli uffici comunali e la seconda da alcuni studenti del Politecnico di Milano (sede di Cremona), entrambe si sono svolte nei mesi di novembre/dicembre 2011. “Entrambe – spiega l’assessore Bordi – mostrano come il servizio sembra essere entrato a far parte delle abitudini quotidiane negli spostamenti in città e riscontri complessivamente un buon livello di gradimento”.
Novità in vista per il 2013. Nel 2012 il Comune ha partecipato ad un bando regionale e si è aggiudicato con il Progetto Vivilacittà un ulteriore finanziamento da parte di Regione Lombardia che sarà utilizzato per evolvere secondo un modello tecnologicamente più avanzato il servizio attuale (colonnine, sblocco della bici con tessera magnetica, ecc) e per introdurre biciclette a pedalata assistita e postazioni di ricarica ad esse dedicate anche con l’utilizzo del fotovoltaico. In tale occasione (il progetto dovrà essere completato nel 2013) si procederà ad introdurre una tariffazione del servizio. A causa dell’elevato numero di utilizzi di biciclette e della mancanza di risorse interne al personale comunale per l’attività di gestione del servizio (che veniva svolta da un LSU che ha terminato il contratto nel 2012) per il periodo settembre-dicembre 2012 e per l’anno 2013 la gestione del servizio è stata affidata ad AEM. La spesa effettuata è stata peri a 5.000 € per il 2012 ed è prevista di 24.000 € per il 2013.

Numeri di ritiri e riconsegne per postazione

Postazione Numero di ritiri
Bocciodromo 5
Corso Vittorio Emanuele 2.075
Migliaro 3
Ospedale 319
Piazza della Libertà 316
Piazza Marconi 821
Politecnico 52
Stazione – lato ciclofficina 2.389
Stazione Ferroviaria 1.061
Viale Po 177
Via Mantova 1.368
Palazzo Trecchi 292
Viale Po – Oglio 180
Ponte Po 37
Ostello di via Brescia 49
MAC 8
Park Massarotti 510
Totale 9.962

Numeri ritiri per anni

2010 (set-dic)

2011

2012

2013 (gennaio)

739 4.670 4.455 98

Provenienza degli iscritti al servizio

Iscritti nel comune di Cremona Iscritti dai comuni in prov_di Cremona Iscritti fuori dalla Provincia di CR Iscritti provenienti dall’Estero
605 475 692 134

Finalità del noleggio

turismo acquisti lavoro/studio altro
261 76 630 134

Intermodalità con altri mezzi

treno/autobus macchina altro
450 419 122

Canale di conoscenza del servizio

giornali locali sito del Comune di Cremona volantini informativi Altro
113 240 281 261

FINANZIAMENTI

Le fonti di finanziamento ottenute per la realizzazione del progetto Inbici sono state diverse. Nel 2010 si è attinto ai fondi del Distretto urbano del Commercio che prevedeva un finanziamento regionale di 35.000 € ed un equivalente cofinanziamento comunale. Nel 2011 invece con il progetto Cariplo “Ciclacremona” è stato ottenuto un finanziamento di 105.000 €. Tali somme sono state utilizzate sia per la realizzazione del bike sharing che per altre azioni volte allo sviluppo della mobilità sostenibile quali la posa di reggibici in centro città. Infine, nel 2012 il Comune di Cremona ha partecipato al bando regionale per l’assegnazione dei fondi europei POR FESR asse 3, ottenendo con il progetto Vivila città un finanziamento di 409.000 € di cui circa 300.000 da dedicare al bike sharing per quanto sopra descritto. “Si può quindi facilmente comprendere che il costo per l’Amministrazione è stato molto limitato se confrontato ai finanziamenti ottenuti”, conclude l’assessore.

FURTI E GUASTI

Ad oggi sono state denunciate sia da utenti che dagli uffici comunali 25 furti di biciclette. Per quanto riguarda le riparazioni sono state affidate alla Ciclofficina in Stazione (progetto promosso dal Comune di Cremona nell’ambito del Piano Locale Giovani) tramite apposita convenzione. Il costo di tali riparazioni è stato pari a € 2.000 per l’anno 2011 e € 2.800 per l’anno 2012. Complessivamente sono stati effettuati i seguenti interventi:
– numero di interventi di manutenzione ordinaria effettuati: 560;
– numero di interventi di manutenzione straordinaria effettuati: 77.

LA STORIA DEL SERVIZIO

L’obiettivo di creare un sistema di biciclette condivise nel centro della città era già contenuto nel progetto del Distretto Urbano del Commercio “Un salotto per Cremona” cofinanziato da Regione Lomabardia nell’anno 2009.

Grazie a questi finanziamenti ed al cofinanziamento del Comune di Cremona, nell’anno 2010 sono state realizzate le prime quattro postazioni ed inaugurate in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (16-22 settembre). Tali postazioni sono state collocate in posizioni ritenute strategiche in ottica di interscambio modale: la stazione ferroviaria (terminal bus urbano ed extraurbano, parcheggio auto delle exTranvie); la Ciclofficina in Stazione (tra la stazione ferroviaria e terminal bus); piazza Libertà (parcheggio di interscambio a ridosso del centro storico) e Corso Vittorio Emanuele (centro storico).

Date le risorse a disposizione (di cui si tratterà nel dettaglio in seguito) si è ritenuto di realizzare un sistema completamente meccanico che presenta una procedura di iscrizione ed utilizzo immediata.

La postazione tipo InBici è così composta: n. 2 reggibici da 5 posti (predisposti per l’aggancio delle biciclette al telaio, per una maggiore sicurezza); n. 1 tettoia (ove possibile), n. 5 biciclette (modello city bike da donna; colore grigio-rosso) numerate e personalizzate con i loghi del servizio Inbici e del Comune di Cremona. Le biciclette sono attrezzate con cestino e con sellino non estraibile (se non con l’utilizzo dell’apposita chiave); n. 1 pannello esplicativo (in italiano e inglese) del servizio che illustra come si possono utilizzare le bici e dove si possono prendere. Si tratta di dotazioni standard adattate di volta in volta a seconda anche dell’utilizzo delle postazioni.

Il funzionamento si basa sulla collaborazione con i gestori delle postazioni che consegnano e ritirano le chiavi delle biciclette. Questo tipo di funzionamento offre diversi vantaggi: bassi costi di investimento per la realizzazione delle postazioni e massima comodità per l’utente data dall’immediatezza delle procedure di iscrizione ed utilizzo delle bici.

D’altro canto tale sistema prevede un lavoro costante di raccolta, digitalizzazione ed inserimento dei dati di utilizzo e di gestione della parte meccanica manutentiva delle biciclette.

Dopo pochi mesi, è stata attivata un’ulteriore postazione presso la sede di Cremona del Politecnico di Milano, a servizio degli studenti e su richiesta della stessa sede universitaria.

A seguito di questa prima fase grazie ad un ulteriore finanziamento ottenuto dalla Fondazione Cariplo (Progetto CiclaCremona), si è potuto procedere ad un significativo ampliamento del sistema, infatti nel 2011 (sempre in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile), sono state inaugurate ulteriori 8 postazioni (Bocciodromo, Lungo Po – MAC, Ospedale Maggiore, Palazzo Trecchi, Viale Po, Piazza Marconi, Via Mantova, Aeroclub). Nei successivi mesi sono state inserite nel sistema, su richiesta di esercizi commerciali che si sono candidati alla gestione anche le postazioni: ostello L’archetto, Massarotti, Viale Po (angolo via Oglio) e Ponte Po (Hotel Cremona). Contestualmente alcuni gestori hanno sospeso il servizio in particolare il bar della Stazione e Palazzo Trecchi, mentre è stata sospesa durante il cantiere la postazione di corso Vittorio Emanuele che dovrà essere collocata con reggibici idonei alla nuova pavimentazione. Ad oggi le postazioni attive sono quindi: 14.

In queste postazioni sono disponibili complessivamente 80 biciclette.

A queste vanno aggiunte le biciclette che sono state cedute in comodato d’uso al Politecnico di Milano (n. 4) e l’università Agraria (n. 4).

Infine 21 biciclette sono state date in uso ai vari uffici comunali per gli spostamenti all’interno della città.

Le ulteriori acquistate con il progetto sono state utilizzate in diverse manifestazioni di promozione della mobilità ciclabile e della città di Cremona, come il raduno degli aerei storici del 2 luglio 2011 o le iniziative con Fiab.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Fabio

    Allora: qualche tempo fa su un settimanale gratuito chi si candidava cercando un lavoro poteva farlo gratuitamente. Ora, che la richiesta è altissima, bisogna pagare una tariffa ( solo gli sciacalli fanno cosi).
    Per arrivare al discorso bike-sharing: la gente va in bicicletta per risparmiare sulla benzina, molto semplice. Ora che la richiesta è alta, come dimostrato dall’articolo sopra, qualcuno decide di renderlo a pagamento.
    Il problema grave sarà quando la gente deciderà di abbandonare anche “questa” bicicletta per andare a piedi. Cosa tasseranno? Il numero di scarpe, oppure la falcata?
    In un Italia dove esiste il reato d’opinione, dove si va dritti in carcere se il tuo pensiero non è conforme, mi aspetto anche la tassa sulla passeggiata!!!!
    W L’ITALIA

  • MARIO

    Nulla da dire sulla iniziativa…..sempre migliorabile.
    Ma le piste ciclabili sono belle e sicure.??

    Cominciamo con il tenere lontano “i fuori strada” che inistete a chiamare SUV…..!!
    Chiamateli “fuori città” che è meglio.

    In qualche città della civile Svizzera pagano salato l’accesso alla città………..!!
    O NO……..??!!!!!!!!!

  • roby27

    iniziativa lodevole…peccato che le biciclette siano tenute in posti senza nessuna copertura e quindi soggette a neve,pioggia,sole,ecc ecc..se fossero biciclette private dei nostri assessori e sindaci,di sicuro nn sarebbero all addiaccio ma al coperto..ma si sa,la cosa pubblica funziona cosi..si spacca una bici,se ne compra un altra,tanto paga pantalone!

    • MARIO

      sono alla mercè…del tempo ………come i loro SUV…….che male c’è………..??????!!!!!!!!!

      • roby27

        di male cè che ste bici le paghiamo ancora noi con le nostre tasse..i loro suv se li possono anche sbattere contro il muro,visto che se li pagano da soli..

        • MARIO

          VERO: ma l’aria pestifera la respiriamo noi……….!!

  • Valentina

    Buon servizio?
    Si può definire tale un servizio che è attivo dalle 8.30 di mattina e che ti obbliga a restituire la bici dove l’hai presa??
    Se è vero che la grande maggioranza delle persone usa l’auto per recarsi al lavoro e non la divide con altri, allora dovrebbe partire almeno dalle 7.30. Nel mio caso specifico, ma credo comune ad altri, usufruire del servizio obbliga ad aspettare in stazione fino alle 8.30 ed arrivare in ufficio alle 9.00, cosa impensabile dato che devo iniziare alle 8!!!!

    • MARIO

      cara lei, chi ha ideato il sistema, secondo lei , ha che ora va a lavorare….!????