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Stoccaggio metano, chi difende il territorio e i suoi cittadini?

da Ezio Corradi (Ambientalisti)

Vi giro la foto scattata il 15 febbraio 2013 dalla Strada Provinciale 25 nei pressi di Bordolano (CR) a 250 metri dalle prime case, dal Santuario Madonna della Neve, dalla cascina della Neve, dall’Enoteca “la Gatta Ubriaca”, dalla cascina Colombara, a 300 metri dall’Agriturismo “La Corte dei Semplici”, a 500 metri dal Laghetto di pesca sportiva “Il Laghetto” sede di gare di pesca sportiva come la mattina del 17 febbraio 2013.
Accanto alle due strutture metalliche del Cluster B costruite nel 2009 (su terreno agricolo secondo il PRG allora in vigore) ed in funzione dal luglio 2010 senza Piano di Emergenza Esterna, ora spunta questa torre di perforazione alta 30 metri con la “mission” di perforare quattro nuovi pozzi al Cluster B, pozzi che faranno parte del “Progetto Bordolano Stoccaggio di Stogit” compresa una nuova cenrale di compressione del metano da 55MW ed emissione di fumi a 520° conn PM2,5, Nox, Co, Co2 in un raggio di oltre 20 km. Il “Progetto” prevede lo stoccaggio di metano sotto il Parco Oglio Nord, sotto sedici Comuni, tra le Province di Brescia e di Cremona e a “soli” 1.100 metri dalla sorgente sismogenica complessa nota all’INGV con la sigla ITCS002INF, capace di generare in qualsiasi punto sismi di Magnitudo 6.1 (ndr sisma del Friuli 1976: Magnitudo 6.3).
Sulla torre di perforazione e sui Cluster e su altre strutture sono state posizionate tre maniche a vento a bande rosse e bianche per indicare la direzione del vento: chiaro segnale di uso di gas pericolosi per chi ci lavora: nessuno ha ancora avvisato gli abitanti di quanto sta avvenendo.
Anche al Cluster A, più vicino al paese, con le abitazioni a 90 (novanta) metri, sono incomincaite le operazioni di scarifica del terreno per la realizzazione di altri tre pozzi.
I nuovi pozzi realizzati servono a velocizzare i tempi di immissione ed estrazione del metano, con quali riflessi sul sottosuolo non è dato di sapere nemmeno dai progetti presentati.
Tutto ciò avviene con le “autorizzazioni” legali del Ministero dell’Ambiente, del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero dello Sviluppo Economico ed il Nulla Osta dell’Ufficio UNMIG  di Bologna che ha invitato Stogit ad “attenersi alle normative che regolano l’uso degli esplosivi”.
Tra l’indifferenza e l’ignorante superficialità del Parco Oglio Nord, dei Sindaci di Bordolano, Castelvisconti, Azzanello, Corte de’ Cortesi con Cignone, Robecco d’Oglio, Olmeneta, Casalmorano, Annicco, Paderno Ponchielli, Casalbuttano, Quinzano d’Oglio, Verolanuova, Pontevico, Borgo San Giacomo. Solo i Comuni di Verolavecchia e Soresina hanno espresso “osservazioni” contrarie a tutela dei loro cittadini.
Nei giorni scorsi sono arrivati i supporti tecnici come container attrezzati con una rossa “cabina di regia pressurizzata” della società Halliburton le cui “specializzazioni ed attività” si possono ricercare in internet.
Chi difende il territorio ed i suoi abitanti? Dov’è il principio di precauzione?

Ezio Corradi
Vicepresidente Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia

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