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Piazza Marconi, pavimento pericoloso Pensarci prima?

Lettera scritta da LUCI

Avevamo inviato, il giorno 20 febbraio, questa richiesta al Comune:

Abbiamo notato il divieto di accesso, causa pericolo, dell’area con pavimento a vetro in piazza Marconi (vedi foto). Immaginando questa situazione come temporanea, chiediamo quali soluzioni verranno applicate per rendere l’area sicura e i tempi per realizzare tale soluzione.

La risposta è stata disarmante:

Il divieto è presente da quando è stata realizzata la piazza al fine di evitare scivolamenti sul vetro. Non si ritiene ad oggi, per ragioni di sicurezza, togliere tale divieto.

Ci dovremo tenere per sempre, in una piazza centrale, un nastro provvisorio che segnala un pericolo? Ma se l’area non è accessibile “da quando è stata realizzata la piazza”, a cosa serve? Ieri un anziano è stato soccorso proprio perché scivolato sul vetro bagnato, evidenziando così che non è sufficiente un precario nastro bianco/rosso ad evitare il pericolo di infortuni. Insomma, un altro pasticcio che rende bene l’idea della cura e del disinteresse che si ha verso la città.

LUCI
Laboratorio Urbano di Civica Iniziativa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Pasquale

    Già, a che serve il vetro se poi non puoi guardare il risultato di decenni di scavi? Solo a fare luce? Bisognerebbe apporre un “attenti a non scivolare” anche sulle loro comode poltrone!

  • sandra

    Grazie a Luci x la segnalazione ex post. A
    Luci piace vincere facile.

    • Malachia

      E a te quanto ti danno i destri in loro difesa per arrampicarti sugli specchi per ogni vicenda che li vede coinvolti?

      • sandra

        Beh sai, visto che i sinistri abitualmente non pagano le fatture…

  • Orso Bubu

    Apprezzo l’operato di LUCI in genere, ma questa volta cade nel ridicolo. Basta stare un po’ attenti, il pericolo c’è solo quando il vetro è bagnato e quando non lo è, è bello poter guardare giù.

    Quando in terra c’è ghiaccio o neve dovremmo disseminare il territorio di cartelli e barriere? Quando siamo in montagna o sugli scogli nessuno ci deve avvertire che c’è pericolo perché è ovvio. Anche le grate di ferro con trama longitudinale al cammino sono scivolose quando bagnate, eppure ci sono da secoli e nessuno chiede di delimitarle o toglierle.

    Trovo veramente paradossale che si voglia una città ipersicura e che poi si pratichino sport estremi. Un po’ di buon senso non guasterebbe.