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Sedicenne esce da scuola e fugge con coetaneo conosciuto in chat: ritrovata

carabinieri

Il comandante di Robecco Dattoli e il capitano Propato (foto Sessa)

Lo scorso venerdì, dopo essere andata a scuola, una ragazzina cinese di 16 anni residente con la famiglia a Robecco non ha più fatto rientro a casa. Dopo una settimana di ricerche, ieri c’è stato il lieto fine, con il ritrovamento della giovane a Castel Goffredo, in provincia di Mantova. Sta bene. Era fuggita per dissapori con i suoi familiari, da 13 anni in Italia ma ancora con qualche problema ad esprimersi in Italiano. La giovane è una studentessa del centro professionale Cr Forma di via Cesari a Cremona, ma il suo sogno è quello di abbandonare gli studi per dedicarsi al lavoro. Vuole fare la parrucchiera, ma i suoi genitori non sono d’accordo. Così ha deciso di fuggire. La denuncia della famiglia è stata sporta domenica, due giorni dopo la scomparsa, pensando ad una bravata della figlia. Poi i carabinieri, nel più stretto riserbo, si sono messi sulle sue tracce, e alla fine l’hanno trovata. I particolari sono stati resi notti oggi dal capitano Livio Propato e dal maresciallo Giovanni Dattoli, comandante della stazione di Robecco d’Oglio. Durante la fuga, la 16enne ha gettato via la scheda del suo cellulare e ne ha acquistata un’altra, rendendo impossibile il suo rintraccio con i tradizionali mezzi tecnici. Grazie ad un controllo sul suo computer, però, è emerso che aveva avuto contatti con un connazionale su chat. Un coetaneo con il quale poi, nel corso della fuga, si troverà. A quel punto l’indagine si è spostata nell’ambiente scolastico. Sono stati sentiti numerosi compagni della ragazzina, tra cui anche un’amica particolarmente vicina alla 16enne con la quale aveva avuto un contatto on line. “Non ho intenzione di tornare a casa”, le aveva comunicato. Ieri la svolta: con la nuova scheda, ieri la ragazzina ha telefonato a due amiche, e da lì è cominciato il rintraccio. E’ stata trovata a Castel Goffredo in compagnia del ragazzo con cui aveva avuto contatti in chat e di altri giovani connazionali residenti in un appartamento del centro mantovano, perquisito dai militari che cercavano anche dello stupefacente. Dopo aver vagato nei primi giorni a Piacenza, Milano e Brescia, la giovane cinese si era stabilita in quell’appartamento fatiscente. Ma sta bene. Nessuno le ha fatto del male e ai militari lei stessa ha assicurato di non aver assunto droghe. Per maggiore sicurezza è stata accompagnata all’ospedale di Asola dove è stata sottoposta ad accertamenti. Poi è stata riaffidata alla sua famiglia.

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