Cronaca
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Mazzette in sanità, la direttrice: dalla Regione delibere 'velocizzate' Nell'abitazione sequestrati 15mila euro

L’aggiudicazione del macchinario ‘Vero’ della Hermex Italia srl è avvenuta il 23 maggio 2012. Ma già da gennaio emerge un contatto diretto tra la direttrice generale Simona Mariani (indagata per corruzione e turbativa d’asta) e l’ex consigliere regionale e mediatore Massimo Gianluca Guarischi, arrestato. Sono i dettagli del versante cremonese dell’inchiesta della Dia di Milano sulla corruzione in sanità, tangenti che sarebbero state pagate in cambio di forniture di strumentazione della ditta Hermex della famiglia Lo Presti (in manette anche il numero uno Giuseppe Lo Presti). Tanti gli episodi al vaglio degli inquirenti. Il 22 febbraio 2012 la direttrice Mariani, a bordo dell’auto aziendale, viene fotografata e monitorata mentre incontra proprio Giuseppe Lo Presti. Ancora, a gennaio dai tabulati telefonici emergono diversi contatti diretti tra Guarischi e la Mariani, una visita di Lo Presti all’ospedale di Cremona, e un messaggio inviato dall’ingegnere Alberto Stasi – responsabile dell’Unità operativa tecnico patrimoniale dell’ospedale di Cremona – proprio a Lo Presti in cui chiede all’imprenditore di parlare in merito all’acquisizione dell’acceleratore ‘Vero’. Dunque, osserva il gip, i contatti con Guarischi e Lo Presti sono antecedenti la delibera di indizione della procedura ad evidenza pubblica datata 23 aprile.
La direttrice generale Simona Mariani – nella cui abitazione sono stati trovati quindicimila euro in contanti – interrogata dai pm, in presenza del suo avvocato Davide Steccarella, ha spiegato: “Il mio interfaccia in Regione era solo Lucchina (ex direttore generale della Sanità lombarda, indagato, ndr)”. E ha spiegato: “E’ vero che la procedura relativa a Vero è stata particolarmente veloce”, ammettendo poi di avere incontrato  diverse volte Guarischi negli uffici del Pirellone. Nell’ordinanza del gip c’è un passaggio in cui la direttrice dell’ospedale cremonese dice al telefono: “Stiamo attendendo a ore la delibera regionale a firma del dottor Lucchina”. Proprio quelle ‘delibere velocizzate’ sono nel mirino degli investigatori.

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