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Omicidio del carabiniere cremonese Sali: c'è una pista

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C’è una pista privilegiata per l’omicidio del carabiniere cremonese Giovanni Sali, ucciso a Lodi il 3 novembre scorso, freddato da tre colpi di pistola in via del Tempio (leggi l’articolo). Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica di Lodi, Vincenzo Russo, rompendo il silenzio che si era imposto sulla vicenda subito dopo il fatto. “Chi è stato dovrebbe cominciare a tremare”, ha detto Russo al quotidiano di Lodi ‘Il Cittadino’. Gli elementi tecnici e scientifici che sono stati raccolti sul campo dai reparti speciali dell’Arma potrebbero dare alla storia tasselli più nitidi. E’ possibile che Sali sia stato ucciso dalla sua stessa arma, afferrata ed utilizzata da una persona esperta o da un soggetto di cui il carabiniere cremonese si fidava. “Sono ancora indagini a 360 gradi – ha continuato Russo, parlando con il Cittadino – ma l’attività a largo raggio può portare a risultati fruttuosi, lo speriamo tutti. L’impegno da parte nostra è stato massimo: dare una risposta ad un fatto così grave è un dovere assoluto. Non è stata tralasciata alcuna pista”.

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Commenti
  • politici al rogo

    e il prefetto e il questore nominati, che nessuna ha votato cosa fanno? risposta ;
    vanno ai ricevimenti con il codazzo dei galoppini sempre pronti ad aprire loro l’ombrello le porte ecc. questo è l’italiano sempre pronto a leccare i potenti-