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Mondomusica N.Y., colmato un vuoto fieristico nel mondo

mondomusica

Dopo due anni intensi di lavoro da parte di CremonaFiere, e dopo avere gettato solide basi di collaborazioni importanti negli Stati Uniti, si è finalmente concretizzata la prima edizione di Mondomusica New York. Le premesse per un evento straordinario c’erano tutte: 162 espositori da tutto il mondo, 17 eventi collaterali di alto livello tra concerti, seminari e workshop, una rete di collaborazioni con le realtà americane più importanti del settore, un programma di comunicazione vasto e capillare.
Le attese non sono state deluse, soprattutto dal punto di vista della qualità dei visitatori: dealer e buyer di alto profilo, oltre a collezionisti e investitori qualificati, hanno reso possibili scambi commerciali continui e consistenti.
Grande soddisfazione soprattutto dalla parte degli espositori americani, che fino ad oggi sentivano fortemente la mancanza di una manifestazione come Mondomusica sul suolo statunitense.
Molto interesse hanno suscitato anche le presenze dei maestri liutai cremonesi (Giorgio Grisales, Edgar Russ e Stefano Trabucchi) e dell’area collettiva organizzata dalla Camera di Commercio di Cremona, che anche grazie ai Masterpieces della collezione degli archi di palazzo comunale ha contribuito a confermare la città come la capitale mondiale della liuteria.
“Con Mondomusica New York abbiamo vinto una scommessa importante – ha dichiarato Antonio Piva, presidente di CremonaFiere – che ci ha consentito di rafforzare la nostra leadership internazionale nel campo degli eventi fieristici dedicati agli strumenti musicali. Abbiamo dovuto lavorare sodo e affrontare diverse difficoltà, ma vedere concretizzata negli U.S.A. un’iniziativa di questa portata ci dà una grande soddisfazione, e soprattutto ci dà la spinta per migliorarla e farla crescere nei prossimi anni.”
Mondomusica New York è infatti destinata a diventare un appuntamento annuale, e CremonaFiere sta già pensando alle prossime azioni da intraprendere per iniziare a costruire la seconda edizione.
Questo primo appuntamento ha richiamato 2.537 visitatori da tutto il mondo, e soprattutto ha raccolto i pareri entusiastici dell’élite della liuteria: personaggi del calibro di Christopher Reuning, Samuel Zygmuntowicz, Christopher Germain, nomi di assoluto prestigio internazionale in questo settore, hanno manifestato un grande apprezzamento per Mondomusica New York, e c’è da scommettere che anche per l’anno prossimo non mancheranno le sorprese!

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Commenti
  • Lora Daria

    25 mila euro pagati dal Comune di questo non si dice nulla ?

  • Annamaria Menta

    “Colmato un vuoto fieristico nel mondo”?!?

    Questa è la migliore della settimana, sarà difficile da superare, e siamo solo a lunedì….

    Dall’elenco espositori:
    “AREA CREMONA the best instruments from Cremona
    (Cremona Chamber of Commerce)”.
    Chissà se, antichi a parte, casualmente erano solo di consorziati.
    E gli “scambi commerciali continui e consistenti”? Tradotto in vil moneta sarebbero…?

    Certo gli americani saranno contenti, da ora potranno risparmiare anche i soldi per viaggio e soggiorno a cremona…

  • Rododendro

    Non c’è limite alla ” manipolazione della verità” ?

  • Cremona 26100

    Riassunto:

    2.537 visitatori
    162 espositori (ma pochi, anzi pochissimi cremonesi)
    17 eventi

    (dati ufficiali dal sito)

    siamo sicuri sia stato un successo?

    • Rododendro

      Appunto leggete i dati ufficiali a New York in 3 gg 2500 visitatori uguale circa 800 al giorno NON PARE UN SUCCESSO COSI’ SBALORDITIVO !!!!! i 162 espositori saranno stati contenti? Vedremo !
      E QUANTI ERANO I CREMONESI ? Ed infine nel padiglione “AREA CREMONA the best instruments from Cremona” quanti strumenti erano davvero dei migliori liutai, di quelli che potevano a buon diritto rappresentare la migliore attuale produzione cremonese ?
      Ultima domanda Il Comune ha speso 25 mila euro; quanti ne ha spesi la CCIAA ? Quanti gli altri enti ? Quanto ci è costato in soldoni questo “grandissimo evento” ?
      Diciamo almeno la verità.

    • Dimitri Musafia

      Davvero solo 2.537 visitatori? Mondomusica a Cremona l’anno scorso mi sembra abbia ampiamente superato le 10.000 presenze.

      Visto che New York non è Cremona, con il dovuto rispetto s’intende, questo sarebbe un successo?

      Spero ci sia un errore.

      • Annamaria Menta

        Curioso, a me invece sembra sempre poco credibile il numero di visitatori dell’edizione nostrana…

        Come espositore di ‘lungo corso’ conosci bene tutti i meccanismi.

        A Cremona ogni volta che esci dalla fiera al rientro ti chiedono un nuovo biglietto.

        Quindi, dato che molti visitano la fiera almeno due giorni, o anche solo la mattina e il pomeriggio, con una pausa pranzo all’esterno a caccia di qualcosa di commestibile, ecco compiuto il miracolo della moltiplicazione dei visitatori.

        Poco importa se almeno il 30% degli ingressi è riconducibile a persone che ritornano per i più svariati motivi e che di questi la maggior parte sono liutai, cremonesi e no, che approfittano della manifestazione anche per riallacciare contatti o rivedere colleghi/amici più o meno persi di vista.
        C’è poi chi, non interessato agli stand, viene in fiera solo per i concerti ed è costretto ad acquistare il biglietto del salone, non essendo prevista la possibilità di un biglieto a parte, forse perchè così il numero di visitatori del salone calerebbe?…

        A me risulta più credibile il numero di visitatori dell’edizione statunitense, perchè Cremona non è New York e mondomusica non è il NAMM o il Musikmesse, a Cremona o in qualunque parte del mondo la si voglia piazzare.

        • FIRESTARTER

          Penso che la lettura dei biglietti avvenga con strumenti elettronici e che se uno esce e poi rientra con lo stesso biglietto non venga conteggiato due volte.
          Comunque non riesco ancora a capire perché vi sono queste critiche ad una manifestazione che porta e il nome di Cremona nel mondo.
          Se dicono che è un successo perché dire no non è vero. Se uno è Liutaio e non ci vuole andare non ci vada stop.
          Poi Mondomusica cremona una fiera arrivata quest’anno alla XXVI edizione se non fosse un successo come avrebbe fatto ad andare cosi lontano?
          Questo “disfattismo” all’italiana di dire sempre e comunque che se non si è d’accordo con una cosa all’ora deve per forza andare male non lo capisco.

          • Annamaria Menta

            Si tratta solo di analizzare i dati con oggettività.
            Le critiche non sono verso la manifestazione in se ma sono rivolte alla gestione ‘sorda’ che pare voler scimmiottare le fiere più grandi (e generaliste, seppur in campo di musica e strumenti) piuttosto che puntare sull’unicità di una tale manifestazione nella sua sede più naturale che è la città di Cremona. Già la scelta fatta a suo tempo di spostare dal centro storico in un capannone di periferia chiarisce bene la linea degli organizzatori.
            Riguardo poi il numero di visitatori, evidentemente non mi sono spiegata: non è prevista la possibilità di uscire e rientrare con lo stesso biglietto ordinario intero, quindi se la stessa persona entra due volte ogni giorno il totale è di sei ingressi diversi conteggiati, indipendentemente dal tipo di lettura delle matrici che, ovviamente, riportano una diversa numerazione.
            Questa rincorsa stolida ai ‘grandi numeri’, sia in termini di espositori che di visitatori, è deleteria. L’equivoco di fondo è quello di voler a tutti i costi far diventare una manifestazione altamente specializzata (difficilmente accostabile ai ‘grandi numeri’, quantitativamente parlando) un fenomeno di massa. Se vuoi allargare la platea dei partecipanti devi anche allargare le maglie dei vari ‘filtri’ che dovrebbero garantire l’alta specializzazione e qualità della manifestazione. Un evento come mondomusica va bene se pensato e destinato ad un pubblico fortemente di settore, poi intorno a questa fiera si possono costruire tutti gli eventi collaterali (termine orrendo) che possono contribuire alla conoscenza, alla diffusione e alla fruizione della musica, che è il vero linguaggio universale, quindi adatto a favorire gli scambi e i rapporti tra persone e culture diverse. La liuteria è solo uno dei tasselli del quadro generale, non necessariamente il più appariscente anche se di grande importanza.
            Il successo, in molti casi, non si misura in kg di merce venduta o numero di persone che attraversano una soglia.
            Forse sarebbe meglio conoscere più approfonditamente il funzionamento di queste manifestazioni prima di parlare di ‘disfattismo all’italiana’(e da espositori si conoscono, quindi si può parlare con cognizione di causa) e si vedrebbero più chiaramente i vari espedienti per far sì che “comunque vada sarà un successo”.
            ..E il nome di Cremona, in termini liutari, era da mo’ noto nel mondo, con buona pace del patron della fiera….

          • FIRESTARTER

            Io credo che il successo di una fiera sia dato sia dal numero di ingressi che testimonia il successo di pubblico della manifestazione stessa sia dai contatti che i vari espositori hanno durante le fiere. Credo che il fatto che la fiera sia arrivata alla XXVI edizione è testimonianza del suo successo e il fatto che gli espositori tornino vuol dire che hanno il loro interesse. Il fatto che dalla sala in centro storico si sia passati al quartiere fieristico è testimonianza del fatto che la fiera è cresciuta comunque penso che nessuno sia obbligato a partecipare alla fiera stessa e che se non ha ritorno fa bene a starsene nella sua bottega.

      • Dimitri Musafia

        Ho controllato sul sito ufficiale, a Mondomusica Cremona l’anno hanno dichiarato “14.285 visitatori da tutto il mondo”.

        • Dimitri Musafia

          Il successo di una fiera commerciale si misura unicamente nel grado di soddisfazione degli espositori, perché senza di loro la fiera stessa nemmeno esisterebbe.

          Tutto il resto non conta niente.

          • FIRESTARTER

            Esatto e penso che se ne hanno fatte 26 di mondomusica gli espositori siano rimasti soddisfatti, non vedo perché se scrivono che è stato un successo bisogna metterlo per forza in dubbio. Poi se uno ha partecipato e dice che è stato un flop ok ma che uno che se ne è rimasto a cremona chiuso nella sua bottega critichi senza neanche sapere come sono andate le cose solo perchè lui non ha partecipato be se no è disfattismo

  • Firestarter

    Ma come mai ce l’avete tanto con la fiera? Non sarete mica dei liutai invidiosi rimasti a casa ?

    • Ilcensore

      Allora vuol dire che non ha letto nulla o non ha capito nulla.