4 Commenti

La felicità ai tempi di Twitter Cremona è tra le città più tristi Lo studio dell'Università di Milano

tweet-cremona

Misurare il grado di felicità delle città italiane ai tempi di Twitter, analizzando i 140 caratteri di un ‘cinguettio’ con parole chiave che possono sintetizzare lo stato d’animo di una comunità. L’iniziativa è di alcuni ricercatori dell’Università degli Studi di Milano che nel periodo 31 gennaio – 31 dicembre 2012, Voices from the Blogs (VfB) hanno analizzato oltre 43 milioni di Tweet raccolti giornalmente sulle 110 provincie italiane (con una media di 130.000 post al giorno) allo scopo di sondare la felicità e il suo contrario, cercando di identificare quali sono le cause che rendono gli italiani più o meno felici.
Cremona è all’84esimo su 109 posto in graduatoria con un indice di felicità del 55,9%. Genova è al primo posto con 85,2%. Le altre città vicine: davanti a noi ci sono Parma (12esima), Piacenza (25esima) e Lodi (53esima), dietro Brescia (89esima) e Mantova (100esima).
La classifica viene costruita guardando alla mediana pesata degli indici di felicità, registrati nei sette giorni precedenti (calcolati per ciascuna città), con pesi proporzionali al totale di post (felici, infelici e tutti gli altri) registrati per la singola città durante lo stesso periodo di tempo. Il numero totale di tweet analizzati negli ultimi 7 giorni è 1.172.578 con una media giornaliera di 146.572 post.
L’indice iHappy è basato interamente sulle reazioni istantanee dei singoli individui agli avvenimenti che accadono nella vita di ciascuno e che possono incidere positivamente o meno sul proprio livello di felicità. Questi avvenimenti possono essere i più disparati: la nascita di un figlio, il litigio con la fidanzata, un compleanno da festeggiare, una bella giornata di sole, la vittoria della propria squadra del cuore, un furto subito, una passeggiata nel centro città. Per urlare la propria gioia o rabbia, 140 caratteri sono più che sufficienti. In altre parole, l’indice di felicità rimane una questione essenzialmente soggettiva e personale. Al contrario, le classifiche basate sulla qualità della vita delle città italiane sono normalmente costruite a partire da indicatori aggregati che si riferiscono ad aspetti strutturali (il reddito medio pro-capite, il livello di occupazione, i servizi legati al tempo libero, ecc.). Ovviamente questi fattori possono incidere sulla felicità media di un individuo nel lungo periodo, ma non catturano le variazioni quotidiane di umore.

Vai al sito Voice from the Blog

La parte alta della classifica

La parte bassa con Cremona

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • alpha

    Un’analisi particolarmente inutile in cui manca qualunque criterio di scientificità.

  • ma non hanno un ciufolo da fare ste ricercatori?speriamo almeno non siano pagati per trovare queste inutilità per l umanità!

  • up&down

    guarda un poco: anche le cosidette sentiment analysis (così si chiamano e sono per esempio normalmente utilizzate dalle imprese per capire il posizionamento sui social media) vanno a confermare quanto già indicato da mannheimer e cattolica. speriamo che un qualche campanello (ri)suoni fra i meandri neuronali dei nostri amministratori.

  • by maria

    cip-cip-sobh! cip-cip-sobh! cip-cip-sobh!………