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Tribunali accorpati, presidio a Crema Martedì riunione

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Un presidio di fronte al tribunale e un incontro in comune per cercare di cambiare le sorti del foro cittadino.

IL LAVORO DEI PARLAMENTARI

Giorni cruciali i prossimi in cui i parlamentari cremaschi, Cinzia Fontana (Pd), Silvana Comaroli (Lega Nord), Franco Bordo (Sel), Danilo Toninelli (M5S) e Andrea Mazziotti di Celso (Scelta civica) che hanno incontrato il sindaco Stefania Bonaldi e il consiglio dell’ordine degli avvocati, presieduto da Ermete Aiello, per discutere delle prossime mosse da fare. Pronti a presentare una mozione (unico strumento utilizzabile in questa fase di formazione del governo) per chiedere una proroga alla chiusura fissata per il prossimo 13 settembre. Proroga che potrebbe essere chiesta anche dal tribunale accorpante, cioè quello di Cremona, per i prossimi cinque anni, in base ad una circolare appena emanata. Tempo per la richiesta: entro il prossimo 30 aprile. Il consiglio dell’ordine degli avvocati ha comunque deciso che le cause rinviate dopo il 13 settembre saranno fissate comunque a Crema.

IL PRESIDIO

E mentre le istituzioni ragionavano sul da farsi, di fronte al tribunale una manifestazione organizzata dai partiti e dalle liste civiche rappresentanti in consiglio comunale e non: Pd, Sel, Federazione della Sinistra, Italia dei Valori, lista civica Obiettivo Crema, lista Crema bene comune, lista Impresa & Lavoro, Udc, Solo cose buone per Crema, Servire il cittadino, Buongiorno Crema e Anpi. Maggioranza e minoranze unite, con gli avvocati e i dipendenti del tribunale.

Un coro unanime per dire che il tribunale di Crema è un’eccellenza che va salvata. E non solo per gli avvocati, ma anche per tutti coloro che ci lavorano e per gli utenti stessi. Una situazione che non sembra però essere percepita dai cittadini. Come ricordato dall’avvocato Martino Boschiroli, il tribunale di Sulmona ha stilato una classifica che indica quello di Crema come il secondo in Italia per efficienza e qualità. A fronte di una media italiana di 589 punti, Crema raggiunge i 750, dietro solo a Lucera con 786 punti. “Inoltre dal bilancio di previsione del comune mancano 180mila euro di introiti dal ministero e ce ne sono 200mila nelle spese per il trasferimento dell’archivio”. A far eco a Boschiroli anche l’avvocato Dalmazio Bossi che ha concordato con Piergiuseppe Bettenzoli sul fatto che perdere il tribunale è perdere lavoro per il territorio. Sulla stessa linea il consigliere regionale Agostino Alloni e il capogruppo di Buongiorno Crema, Matteo Gramignoli: “Non bisogna difendere l’esistente: due debolezze non fanno una forza, ma cercare l’unione con altri territori, come Treviglio. E non solo per quanto riguarda il tribunale, ma anche molti altri servizi”.

“A CREMONA ANDRANNO LE CAUSE, MA NON I DIPENDENTI”

E che il tribunale significhi anche lavoro è dimostrato dai dipendenti presenti al presidio. In tutto una trentina i lavoratori a Crema che saranno destinati ad altre sedi. “Al di là del disagio – diconoMaria Teresa Alberti, Concetta Dano, Amelia Torazzi e Giovanna Petruzzella, con l’avvocato Monica Ladina – per avere un’ora di strada per arrivare a Cremona, molti di noi non si trasferiranno là, ma in altri tribunali. Allora il problema sarà a Cremona che erediterà il lavoro ma non i lavoratori. Questo è un tribunale virtuoso, presidio di legalità, servizi e risorsa per il territorio”. I dipendenti lamentano il sovraccarico di lavoro, in quanto i pensionati non vengono sostituiti da anni, così come dal 2010 e fino al 2015 i loro stipendi sono bloccati. A questo si aggiunge il taglio dei buoni pasto. “A novembre è scaduta la convenzione e da allora non abbiamo più i buoni pasto perchè non ne hanno fatta ancora una nuova”.

Martedì una riunione a Cremona per discutere del futuro dei due presidi. A convocarla il vicesindaco di Cremona, Carlo Malvezzi. Tra gli invitati il sindaco di Crema, oltre che ai giudici Pio Massa Pierpaolo Beluzzi che si sta occupando dell’informatizzazione.

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