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Cantine in Tour, folla per la rassegna in piazza Stradivari

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Folla per la rassegna enogastronomica Cantine in Tour, che ha animato il centro nel fine settimana. Complice il bel tempo, numerosi cittadini, fra sabato e domenica, si sono diretti in piazza Stradivari e hanno passeggiato fra le bancarelle, tra un assaggio e l’altro. Presenti in città, per l’occasione, produttori d’eccellenza da Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Sardegna, Puglia.

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Commenti
  • Andrea

    Come al solito le manifestazioni si svolgono sempre nelle stesse zone della città, anche a costo di ritrovarsi ammassati in una calca insopportabile. Se gli organizzatori e gli enti comunali avessero un po’ più di intelligenza nell’organizzare questi eventi, magari, questi sarebbero più vivibili per tutti e farebbero conoscere ai visitatori scorci di una città, che ha molto da dare oltre al DUOMO ed il TORRAZZO.

    • Quaqquaraqquà

      Se i fenomeni come te e quelli che sanno sempre tutto, anzichè parlare, si impegnassero concretamente….tu dove avresti fatto? Quante altre piazze pedonali conosci? O avresti modificato la viabilità, impegnato vigili per regolare il traffico ecc? L’avresti fatto su un bel piazzale di periferia così le attività del centro non ne avrebbero beneficiato? Se a Cr aspettassimo gente come questi quaqquaraqquà saremmo un deserto di idee

      • Andrea

        Ricordati che a Cremona c’è centro e centro. Nel primo c’è una lobby di commercianti che pensa solo a se stessa e non gliene frega niente di tutto il resto della città. Nel secondo c’è tutta una città da scoprire fatta di piccoli negozi commerciali e artigianali (e di tanti negozi vuoti, che forse proprio a causa di quelli come te che se non possono piazzare la macchina difronte al negozio vanno al centro commerciale e rinunciano ad una piacevole passeggiata in città! Rimangono vuoti). Se anche loro venissero coinvolti da queste manifestazioni sicuramente ne sarebbero contenti. E comunque una zona pedonale allargata, sostenuta da una buona organizzazione (parcheggi, e servizi navetta, per i più anziani che non possono camminare molto) ci farebbe un gran bene.

        • Paolo Mantovani

          E a capo di questa potente “lobby di commercianti” chi c’è? Il Dottor NO? Goldfinger?
          Ma per favore…

          • Andrea

            No, nessun super malvagio, come d’altronde, in questo mondo non esistono paladini della giustizia. Ma qualche figlio di papà che magari non è mai stato costretto a fare sacrifici nella sua vita e quando ha voluto il negozio il paparino ha staccato l’assegno, secondo me c’è!

          • Paolo Mantovani

            L’ultima cosa che i commercianti sono in grado di fare è una lobby. Le liti tra colleghi per futili motivi (l’esempio da lei citato calza a pennello), il pensare solo al proprio negozio (al massimo si arriva ai 5 mq di fronte), non capendo che i benefici arrivano quando tutta la città funziona, hanno sempre determinato una debolezza della categoria, molto apprezzata dai politici che si sono succeduti.
            Si preferisce sparare comodamente a zero contro il “sistema”, invece di darsi da fare per cambiarlo.
            Alle assemblee non si partecipa perché non si ha tempo… Quello che la tiene è un idiota… Lo fa per farsi vedere… Stasera c’è la partita…
            Intanto altri decidono per noi!

          • Andrea

            Le sue parole sono veritiere, ma non dimentichiamo che proprio pochi giorni fa c’è appunto stata una assemblea alla quale hanno partecipato in parecchi e nella quale si è ben capito che se in alcune zone della città il commercio è più in crisi che in altre è un problema di chi ce l’ha. Chi invece è “Nella zona regina” ha dichiarato che problemi non ne ha e va bene così.

          • Paolo Mantovani

            Non estremizziamo sempre tutto. Alcune aree della città hanno sempre goduto di un maggior flusso di persone. È fisiologico, non solo per Cremona. Per questo motivo i negozi in queste zone sono i più ambiti, ma anche quelli che pagano gli affitti più alti…
            Naturalmente, in questi momenti di crisi, la differenza si acuisce, ma le difficoltà ci sono ovunque!
            Purtroppo, per porvi rimedio, non bastano la festa del torrone o del salame, servono interventi strutturali sulla viabilità, parcheggi, arredo urbano, trasporto pubblico, ecc…
            Se noi commercianti avessimo una visione univoca e capissimo cosa significa far parte di un gruppo, potremmo ottenere risultati importanti.
            “SE…”

          • Andrea

            E’ proprio la questione dell’appartenenza ad un gruppo la questione. Sa benissimo che oltre ai commercianti delle zone centralissime dove, come giustamente dice lei, per ragioni fisiologiche c’è un fermento maggiore, ci sono tanti commercianti che sono iscritti a queste associazioni eppure non beneficiano degli eventi perché non sono all’interno della zona “privilegiata”. Quindi credo che più che dell’ostracismo della politica, il problema sia da ricercare all’interno delle associazioni che magari non vogliono scontrasi con i dogmi posti dai politici al coinvolgimento di tutta la città alle manifestazioni. Forse le associazioni dovrebbero osare qualcosa in più difronte alla classe politica. Se non sono loro a farsi portavoce delle necessità dei loro iscritti non vedo perché dovrebbero esistere.

          • Paolo Mantovani

            Gli eventi che organizziamo direttamente (es. Giovedì d’estate), cerchiamo, nei limiti del possibile, di spalmarli su tutto il centro. Pur sapendo che non potremo mai accontentare tutti, usiamo la logica di posizionare le attrazioni nei luoghi che più ne hanno bisogno, dovendo rispettare gli spazi necessari all’attrazione stessa. In piazza Duomo, via Mercatello, solferino, Boccaccino, ecc… Vede che non mettiamo nulla.
            Però, prima di tutto andrebbe chiarito che le associazioni sono sindacati, non servono per fare eventi! Alcune fanno anche quello, ma è una parte marginale del loro compito. Come sindacato devono fare da tramite tra le istituzioni e i commercianti, per far sentire la nostra voce, per cercare di risolvere i problemi della categoria. Se ritiene che non svolgano bene il compito o non lo svolgano affatto, ENTRI nell’associazione e faccia sentire la sua voce per cambiare le cose. Starne fuori e puntare il dito dando colpe a tutti (meno che a se stessi), porta al solo risultato di urlare nel vuoto e darmi ragione su quanto avevo scritto nel post precedente.

  • certo che la definizione di eccellenza meriterebbe un approfondimento. O forse basterebbe sapere cosa vuol dire.