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Discarica a Cappella Cantone, accordo tra Torchio e Locatelli

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Una lettera di scuse “molto circostanziata” con la quale “è stato ristabilito l’equilibrio delle cose”, più un contributo per le spese. E’ finita pacificamente la causa civile davanti al giudice Andrea Milesi intentata dal consigliere provinciale Giuseppe Torchio, ex presidente della Provincia, contro Pierluca Locatelli, l’imprenditore bergamasco titolare della ditta Cavenord, l’impresa che avrebbe dovuto realizzare la discarica di Cappella Cantone. La denuncia di Torchio per diffamazione trae origine da una conferenza stampa del 20 ottobre 2011. In quell’occasione Locatelli aveva dichiarato che nel 2006 l’idea della discarica da realizzare in territorio cremonese era nata a seguito di incontri con l’allora presidente Torchio e l’allora assessore provinciale all’Ambiente, Giovanni Biondi. Torchio ha sempre smentito con forza le dichiarazioni dell’imprenditore bergamasco. “La mia amministrazione – aveva precisato Torchio – ha sempre espresso una posizione di segno avverso all’esecuzione del progetto. Le affermazioni di Locatelli sono del tutto false e, sebbene non ingiuriose, possono indurre una persona media a sospettare che vicende giudiziarie come quella in cui è coinvolto Locatelli possano aver implicato l’amministrazione provinciale”. Sia Torchio che Locatelli erano presenti oggi in tribunale. Il primo era assistito dall’avvocato Antonino Rizzo, mentre il secondo dall’avvocato Sergio Stringhini.  Locatelli è indagato nelle indagini per corruzione portate avanti dalla procura di Milano per le mazzette che sarebbero state consegnate all’ex vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani.

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