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25 aprile, in piazza per condividere valori della Costituzione

Lettera scritta da ANPI, ANPC e ANDA

Le Associazioni Partigiane, ANPI, ANPC e ANDA invitano i cittadini, le associazioni, i sindacati e i partiti a celebrare insieme il 25 aprile, 68^ anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Le manifestazioni, organizzate di concerto con il Comune di Cremona, inizieranno come di consueto con la messa al Civico Cimitero (ore 9,30) in memoria dei caduti e continueranno con il corteo in partenza alle 10,30 da piazza San Luca, il raduno in piazza del Comune e la deposizione delle corone di alloro nel Cortile Federico II.

Partecipare alla manifestazione significa condividere i valori scritti nella Costituzione nata dalla Resistenza, tanto più oggi, in un momento in cui la crisi economica e l’incertezza politica mettono in discussione i diritti fondamentali delle persone, dei lavoratori e dei disoccupati, dei giovani, delle famiglie, delle minoranze.

Invitiamo i cremonesi a scendere in piazza il 25 aprile ed a sfilare dietro le insegne delle Associazioni Partigiane, per confermare ancora una volta il nostro essere cittadini consapevoli di un Paese pienamente democratico.

Associazione Nazionale Divisione Acqui
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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  • bungatore

    XXV APRILE…MI RICORDO
    Si, mi ricordo….una sera…. di tanti anni fa.
    E mi commuovo ancora.
    Aprile 1945, in un paesino nella campagna cremonese.
    Io, ragazzino , la sera, rincorrendo mio padre, spesso mi intrufolavo fra gli avventori della osteria gestita dai miei zii materni.
    E non trascuravo di importunare qualche giocatore di carte tutto intento a meditare sulla giocata da fare.
    Era l’unico passatempo ,a buon mercato, che era possibile in quel periodo.
    Ma una sera fu del tutto particolare: tutto mi scorre ancora davanti gli occhi come un filmato indelebile.
    Vidi entrare un giovanotto, quasi imberbe, con un fucile da caccia a tracolla.
    Gli avventori non si meravigliarono più di tanto,ma in considerazione dell’ora serale, chiesero al giovanotto , quasi per ischerzo, quale fosse la selvaggina da trovare nei paraggi.
    Il giovanotto rispose, con un atteggiamento un po’ baldanzoso che era a caccia di tedeschi e che era giunta l’ora di mandarli a casa, possibilmente orizzontali: e non ci fu verso di dissuaderlo dai suoi propositi.
    Il giorno dopo fu trovato a qualche chilometro dal paese, steso lungo un fossato sul ciglio della strada comunale.
    Lo stesso destino : nella stessa notte venne ucciso un altro giovane che si era avventurato verso la statale dove passavano i tedeschi in ritirata.
    Aveva ancora la pistola in pugno, ma il ventre era squarciato da una raffica di mitra.
    Nel pomeriggio mio padre , davanti casa, vide il genitore dello sfortunato giovane che con una carriola portava a casa il cadavere del figlio : si guardarono e dalla commozione non riuscirono neppure a proferire una parola.
    Ai due “ragazzi” vennero dedicati, in memoria, due vicoli del paese.
    Ma, come si può capire, nessuno ragazzo o giovane di questi tempi conosce il motivo della dedica.
    E su questo ci sarebbe anche molto da meditare.
    Mi ricordo anche che il XXV aprile del 1945 un aereo, da tutti chiamato “pippo” alle 5 del pomeriggio sganciò due spezzoni nelle vicinanze del mio paese natale.
    La manovra sembrò poi motivata dal fatto che nel paese vicino era in corso la fiera per la sagra del paese: c’era un po’ di movimento per le strade.
    Uno spezzone finì in aperta campagna e per il colmo della sfortuna colpì un pover’uomo che là si trovava.
    L’altro finì alla periferia del mio paese e per poco non colpì una casa piena di persone: il vento contrario aveva mandato le bombe fuori bersaglio.
    Poiché “pippo” da tempo sorvolava l’abitato, mio padre uscì di corsa per trovarmi e , vista le manovre dell’aereo , mi prese , mi gettò a terra e mi si coricò sopra, a mò di scudo.
    Si può dire che, mio padre, ragazzo del ‘99(nella grande guerra) si era fatta una esperienza e sapeva come comportarsi.
    Lo spezzone , con un sibilo sinistro ,ci sorvolò e scoppiò poco lontano.
    Così finì una giornata di guerra per una popolazione stremata ed inerme:un morto, una casa semidistrutta, porte scardinate e vetri infranti.
    A cosa serve ricordare se non serve a chi ci seguirà per le strade incerte della vita ??!!
    Può essere che i giovani di oggi abbiano altri problemi da risolvere.
    Può essere che i problemi siano diversi e che diverse devono essere le soluzioni da proporre a loro.
    Può essere anche che il loro padri non li seguano per bene e che non siano disposti a fare loro da scudo, nel caso di pericolo.
    Di certo , i giovani,hanno mille ragioni per lamentare la latitanza della società e della politica , che non ha fatto altro che rimandare i problemi alle generazioni future.

    • julius

      Una testimonianza ed una riflessione preziose per tutti coloro che cercano la soluzione ai problemi e non hanno il cervello inceppato su ideologie ormai anacronistiche.