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A settembre aumentano le bollette dell'acqua: +5,4% per il 2012, +10,1% per il 2013

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A settembre rincarano le bollette dell’acqua. I primi cittadini cremonesi, riuniti nella conferenza dei comuni di giovedì sera, hanno deliberato gli aumenti. Si tratta di provvedimenti obbligati che riguardano il nuovo metodo tariffario transitorio deciso dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas che stravolge il calcolo delle bollette. Deliberazione positiva sull’attuazione per il periodo 2012-2013. Questi gli aumenti: 5,4% in più sulle bollette del 2012, 10,1% su quelle del 2013. Una scelta obbligata per i primi cittadini, l’Ufficio d’ambito e la Provincia. “Se non si fosse approvata la delibera entro il 30 aprile – spiegano dall’Ato – l’Agenzia avrebbe sanzionato le società di gestione del servizio idrico obbligandole a restituire qualche euro ai cittadini, ma mettendo in discussione la tenuta delle stesse società, partecipate dagli enti locali”. Ricorsi sono stati fatti da tutta Italia sulla retroattività dell’aumento tariffario. Si aspettano le sentenze che decideranno la legittimità o meno dell’operazione. Intanto, la delibera dei sindaci verrà inviata all’Agenzia per l’energia elettrica e il gas che avrà 90 giorni di tempo per la validazione. A settembre, salvo sentenze contrarie, le società che gestiscono l’idrico chiederanno il ‘conguaglio’ ai cittadini per il 2012 e per otto mesi del 2013  alla luce degli aumenti e predisporranno bollette più salate fino a dicembre. Per il 2014, invece, incognita sugli aumenti, dato che il metodo tariffario definitivo non è ancora stato stabilito dall’Agenzia.
Discussione anche sull’affidamento della gestione del servizio idrico. “Padania Acque Gestioni – hanno spiegato i tecnici dell’Ato – non ha i requisiti per essere il soggetto unico ‘in house’ perché non è partecipata al 100% e direttamente degli enti locali, ma da municipalizzate o parti di municipalizzate, e perché non è sottoposta a ‘controllo analogo’ ovvero alla guida e all’indirizzo della Provincia”.
Questa la premessa. Ma cosa fare nel frattempo? Il presidente dell’Ato Denti ha proposto che venga disposto l’affidamento temporaneo a Padania Acque solo quando la società avrà i requisiti dell’in house (altrimenti l’operazione, secondo i consulenti, dell’Ato sarebbe illegittima) e intanto, per gli investimenti di emergenza, di poggiare sull’Ufficio d’Ambito e sulla Provincia. Alcuni sindaci, invece, si sono pronunciati per l’affidamento immediato a Padanie Acque in attesa che questa soddisfi i requisiti. Nessun voto è stato espresso. Il dibattito proseguirà il 2 maggio, data della prossima convocazione della conferenza dei sindaci. Nel frattempo, i primi cittadini lavoreranno con Padania Acque per la variazione dello statuto a favore della partecipazione diretta dei comuni nel gestore unico, punto di partenza per un servizio interamente pubblico.

“Brutta serata”, commenta per il Comitato Acqua di Cremona Giampiero Carotti. “La Conferenza dei Comuni della provincia di Cremona – continua in un comunicato – ha non solo deliberato supinamente il consistente aumento della tariffa proposto dalla AEEG, giudicato da molti illegale in quanto retroattivo; ha anche evitato di riconoscere sotto qualunque forma il diritto dei cittadini ad essere risarciti della remunerazione del capitale investito. Pochi interventi da parte di sindaci coraggiosi, a partire dal sempre lucido sindaco Venturelli di Madignano, hanno posto questo problema ma il sacrosanto rilievo è caduto nel vuoto pneumatico della politica locale. La discussione è stata peraltro accesa, registrando interventi anche validi come quelli dell’ex presidente Torchio o del sindaco Aldo Casorati di Casaletto Ceredano, ma a nulla sono serviti a fronte della pesante sudditanza psicologica di tanti sindaci nei confronti dell’AATO e della sua interpretazione delle norme. Neppure ha sfiorato l’assemblea l’ipotesi di prendersi qualche giorno per riflettere e verificare le possibili alternative: particolarmente infausti gli interventi dei sindaci Cavalli e Silla, che dando per scontato l’obbligo ad approvare la tariffa hanno di fatto tolto nerbo ai forti malumori che ormai regnavano in sala. Meglio una squallida soluzione all’italiana: approvo la tariffa ma poi chiedo all’azienda di non applicarla. Come sempre, i sindaci costretti a pietire dalle “loro” aziende. Davvero encomiabile invece (e forse l’intervento più politico e sensato di tutta la serata) la protesta vibrata della prima cittadina di Stagno Lombardo Donatella Mazzeo, indignata per il fatto che per l’ennesima volta l’AATO abbia chiesto ai sindaci di esprimersi con parere vincolante su materia così delicata e complicata fornendogli la documentazione la mattina stessa della riunione”.

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