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Pendolari, sulla Cr-Bs tornano i treni a nafta di quarant'anni fa

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I pendolari si aspettano molto dal Tavolo costituitosi presso il Comune, che mercoledì 17 ha visto riuniti i tre consiglieri regionali Malvezzi, Lena e Alloni, insieme agli organizzatori, i consiglieri comunali Giorgio Everet e Alessia Manfredini. Assenti invece gli altri consiglieri – pendolari, Luca Grignani, Roberto Panvini (Pdl) e Giancarlo Schifano, IdV.  Oltre a loro, gli assessori al traffico e Mobilità Francesco Zanibelli (Comune) e Giovanni Leoni (Provincia). Mancavano però i protagonisti, coloro che da anni vivono sulla propria pelle la tragicommedia dei ritardi, delle corse soppresse senza avvisi, dei convogli affollati torridi d’estate e gelidi d’inverno. Al presidente Everet avevano chiesto di poter essere presenti: ‘Ho intenzione di incontrarli tutti in un’assemblea prossimamente’,  ci aveva detto prima dell’avvio di seduta. Peccato non averli convocati subito l’altro ieri pomeriggio, perchè sarebbero stati utili per portare un importante elemento di concretezza al Tavolo, considerando che il  Comune ha richiesto invano un mese fa alla Regione la consistenza numerica dei viaggiatori sulla Milano-Mantova. Senza ricevere risposta, appunto.

I pendolari stanno producendo da tempo documentazione e proposte. Forse la volta buona per vederne realizzata qualcuna sarà la prossima seduta del ‘Quadrante sud’, riunione regionale che viene fatta ogni anno tra  Trenord ed enti locali in vista del’orario estivo. Sul tavolo c’è ad esempio la proposta di velocizzazione della Milano-Mantova elaborata da Dario Mezzadri, pendolare della Cremona-Milano, che facendosi interprete della volontà di molti viaggiatori, propone la soppressione delle fermate intemedie tra arrivo e partenza, per almeno due corse giornaliere, una al mattino e una al pomeriggio. Si guadagnerebbe almeno mezz’ora, forse di più, riuscendo ad arrivare a destinazione in 45 minuti.

Roberto Mariani, pendolare della Cremona-Brescia, ha inviato al Tavolo un documento che descrive le criticità della linea: anche qui ci sono critiche alla lentezza dei treni, quasi un’ora per coprire la distanza, con una media di 50 km/h. Il cadenzamento d’orario introdotto dal 2008 non ha portato i benefici sperati, a causa di ‘soste interminabili, 10 minuti ed oltre, previste da orario e non dovute a situazioni spiacevoli’. Il cadenzamento inoltre non è calibrato sui treni che da Brescia partono per Milano, per cui si arriva a Brescia quanto quello è già partito e così avviene per la direzione opposta: ‘il cadenzamento, nato per favorire l’interscambio nei nodi, risulta andare in direzione opposta’. Ci sono stranezze come il fatto che ‘nel tratto Olmeneta – Cremona, 10 km, i treni da/verso Treviglio ci impiegano 8 – 9 minuti, il nostro da Brescia, da orario, ben 20-21 minuti. Questo perchè i treni per Cremona devono sostare presso una stazione di interscambio, non viaggiatori, nei pressi di Bettenesco’. E per finire, la vetustà dei mezzi: negli ultimi mesi, osservano i pendolari, vengono usati sempre più spesso vecchi treni a nafta di quarant’anni fa.

g.b.

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