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Oltre 300 imprese perse in 3 mesi, Cremona è fra le peggiori province

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Ancora sconsolanti i dati sulla natalità e la mortalità delle imprese in provincia di Cremona. Il saldo fra aperture e chiusure nel periodo gennaio-marzo 2013 è impietoso: oltre 300 attività in meno nell’arco di tre mesi. Il tasso di crescita: -1,03% (media regionale e nazionale: circa -0,5%). Siamo nella parte più bassa della graduatoria italiana. I numeri arrivano dall’analisi Movimprese di Infocamere. A livello nazionale era andata meglio persino nel primo trimestre dell’annus horribilis della crisi, il 2009, quando il bilancio tra iscrizioni e cessazioni di imprese era stato negativo per poco più di 30mila unità. Con un saldo di -31.351 unità, i primi tre mesi del 2013 rappresentano il peggior primo trimestre rilevato all’anagrafe delle imprese dal lontano 2004. A determinare il record negativo sono stati un’ulteriore diminuzione delle iscrizioni rispetto allo stesso periodo del 2012 (118.618 contro 120.278) e un ancor più sensibile balzo in avanti delle chiusure (149.696 contro 146.368). Conseguentemente, il tasso negativo di crescita del trimestre (pari a -0,51%) risulta il peggiore dell’ultimo decennio. Situazione assai negativa nella provincia cremonese anche se si considerano solo le imprese artigiane. Saldo: -200 unità. Tasso di crescita: -2,05% (media nazionale e regionale sotto il -1,5%).

Riepilogo natalità-mortalità – I trimestre 2013
Totale imprese e imprese artigiane, valori assoluti


Graduatoria province per tassi di crescita nel I trimestre 2013
(totale imprese)


Graduatoria province per tassi di crescita nel I trimestre 2013

(imprese artigiane)

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese

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