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Crisi, è netta la riduzione dei consumi In provincia di Cremona calo del 14%

elettrodomestici-divani

Consumi in sensibile calo anche nel cremonese. I numeri parlano chiaro: la crisi continua a produrre risultati negativi, fra disoccupazione e contrazione dei redditi. Se da un lato l’Istat ha messo in evidenza solo un paio di giorni fa che sempre più italiani preferiscono i discount per risparmiare sui generi alimentari (si parla del 55% dei residenti al Nord), dall’altro il rapporto 2013 dell’Osservatorio consumi di Findomestic (che analizza complessivamente l’anno scorso) sottolinea il calo della spesa per i beni durevoli, come auto, moto, elettrodomestici, elettronica, mobili e quanto legato all’information technology per famiglie. In Lombardia – comunque una delle regioni migliori del panorama nazionale – nel 2012 ogni cittadino, in media, “ha potuto disporre di un reddito pari a 20.410 euro, meno di quanto abbia avuto chi risiede in Emilia-Romagna, ma più di quello che ha ottenuto mediamente un piemontese o un veneto”. Valutando le province, hanno manifestato il calo più significativo del reddito disponibile pro capite Mantova (-3,0%) e Bergamo (-2,7%). Cremona (con un passaggio da 17.965 euro a 17.699 fra 2011 e 2012) ha avuto una riduzione dell’1,5%. “La spesa che le famiglie lombarde in media hanno sostenuto per l’acquisto di beni durevoli – si legge nel dossier – è stata pari a 2.376 euro, inferiore solo a quella registrata in Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta. Nello stesso anno la riduzione dell’indicatore in Lombardia si è attestata sul 14,1%, evidenziando un andamento in linea con la media del Nord-ovest in quasi tutti i comparti”. Quanto alle singole province, la riduzione della spesa complessiva per i durevoli è stata lievemente più modesta della media regionale a Milano (-13,1%), Lodi (-13,6%), Cremona (-13,7%) e Sondrio (-13,8%); diminuzioni più ampie, attorno al 15,2-15,3%, hanno invece interessato Como, Bergamo e Lecco.

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