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Invasioni Botaniche, ottima iniziativa Perri, prendi spunto

Lettera scritta da Caterina Ruggeri (Pd)

Semplicemente stupende le “Invasioni Botaniche”con le quali i fioristi privati hanno dimostrato come è bella Cremona con le isole pedonali.  Davvero bravi a mettere a disposizione la loro professionalità, i loro fiori e le loro composizioni. Ho scattato alcune foto, in particolare alla grande aiuola composta all’incrocio tra C.so Campi/C.so Garibaldi, da lasciare a bocca aperta. Tanta gente, tra pioggia e squarci di sole, che a piedi è rimasta incantata dai colori, dai profumi e dall’assenza di auto e di altri
mezzi a motore. Questo ci fa dire che si può fare. Quello che ora si augurano in tanti è che le “Invasioni botaniche”, oltre che aver abbellito il centro cittadino in questi due giorni, imprimano coraggio alla Giunta Perri nel decidere finalmente a favore di una grande isola pedonale, coinvolgendo i cittadini, condividendo e costruendo con loro il percorso per consolidare il progetto. Sono passati ormai quattro anni di annunci, di promesse  e di rinvii e ora che gli è stato offerto un bell’esempio di come si trasformerebbe C.so Garibaldi, potrebbe davvero essere la volta buona. Certo le isole pedonali da sole non stanno in piedi se non vengono accompagnate da importanti azioni, prime fra tutte le scelte di riduzione del traffico nel centro storico, un piano dei parcheggi compatibile con la dimensione cittadina e non legato al pressing e ai
debiti con Saba, l’azienda che gestisce i due piani del Park Marconi e infine piste ciclabili sicure anche nel centro città, il tutto attraversato da percorsi partecipativi.
Da domani, come se nulla fosse accaduto, non facciamo in modo che le “Invasioni Botaniche” lascino il posto alle “Invasioni Barbariche” degli scarichi e degli inutili girotondi di auto alla affannosa ricerca di un parcheggio che non c’è comunque per tutti, malgrado la città sia ormai satura di stalli di sosta. Caro Sindaco Perri, in questo ultimo anno che ci separa dalle prossime amministrative, imprimi una svolta, cerca di dare continuità all’esempio dei fioristi che insieme alle Botteghe del centro” ci hanno dimostrato che “l’isola verde si può fare” e che la città cambia decisamente in meglio. Il Partito Democratico sarà come sempre disponibile a collaborare e a
sostenere ogni azione che  renda il nostro centro storico vivibile e accogliente come lo è stato in questi due giorni ossigenati da tanto verde .

Caterina Ruggeri
Consigliere Comunale PD

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • claudia cremonesi

    Caro Oreste,
    Caterina Ruggeri ha ragione nel sottolineare quanto sia importante l’arredo urbano non solo per migliorare l’aspetto della città ma, soprattutto, per creare una sensibilità nei confronti della natura che purtroppo manca. Non basta l’impulso all’acquisto stimolato da iniziative di questo tipo, ed è inutile investire se poi molti cittadini non rispettano l’ambiente, calpestano aiuole, spengono sigarette, abbandonano rifiuti nelle poche fiorere rimaste o usano i prati per i bisogni dei propri animali. Serve crescere un approccio diverso perchè i cittadini imparino a mantenere il verde pubblico come se fosse un giardino privato ed occorre farlo a 360°, nelle periferie e nei quartieri meno eleganti lontani dal centro città. Il “verde” è un patrimonio comune che deve essere condiviso senza creare barriere, pertanto un progetto finalizzato all’educazione ambientale potrebbe colmare le distanze che separano i diversi distretti urbani e sviluppare un forte senso di appartenenza ad un unico nucleo, di cui c’è molto bisogno. A mio avviso, ciò deve essere fatto prima di proporre qualsiasi evento, perchè non resti un fatto puramente commerciale ed estetico.
    Per vedere creazioni da sogno e composizioni sorprendenti, consiglio al Sindaco ed alla Signora Ruggeri di visitare “Euroflora” a Genova, il più grande evento italiano di settore, dove i migliori vivaisti propongono il risultato della loro genialità mostrando il loro talento, apprezzato in tutto il mondo, che li fa essere presenti nelle più importanti manifestazioni internazionali, la più famosa: il concerto di Capodanno.
    L’edizione Euroflora del 2006 è rimasta nell’immaginario collettivo, alla quale ne sono succedute molte altre di pari bellezza.
    La natura può essere un ottimo spunto sul quale costruire un progetto di città modello al pari delle capitali nordiche ma è necessario educare i cittadini verso nuovi comportamenti.

  • bungatore

    Il lodevole suggerimento si può tranquillamente allargare alle condizioni climatiche locali ( da record negativo per il pm10 e pm5).

    Il sindaco si può rivolgere al suo collega di Forlì o di La Spezia per sapere come si fa, anche in collaborazione con una iniziativa europea.

    • claudia cremonesi

      Quando si decidono le strategie da intraprendere occorre anche considerare il territorio e Cremona presenta condizioni climatiche diverse dalla Liguria, anche se “Euroflora” si tiene all’interno dello spazio fieristico di Genova, nel padiglione centrale del Salone nautico, quindi “indoor”.
      Se poi pensiamo al Belgio o all’Olanda, che nonostante il clima sono storicamente i due paesi leaders per le esposizioni floreali, possiamo considerarci dei privilegiati, almeno per quanto riguarda il clima.
      Non credo che Oreste abbia bisogno delle idee di altri sindaci per governare la propria città, gli suggerirei invece di selezionare le proposte che gli vengono sottoposte, affidandole a specialisti competenti che esistono anche in Lombardia.
      Solo così si possono avere ritorni che vanno oltre l’aspetto puramente estetico/espositivo a beneficio della nostra città ma soprattutto della nostra gente.

      • bungatore

        Prima è meglio che si informi lei su che cosa ha proposto “Bruxelles” e sulla risposta di metà dei sindaci italiani: risposta positiva al patto fra sindaci.
        Il tema è la qualità dell’aria nelle città ed i sistemi per affrontarla.
        Di tutta evidenza non ne siete neppure a conoscenza.!!

        • claudia cremonesi

          Le polemiche non servono a costruire nulla ma le rispondo che a me non piace mettere tutto sul piatto mischiando sapori diversi. Io non faccio politica e, per come stanno le cose, sarebbe meglio cercare di essere propositivi puntando a soluzioni efficaci anche nell’organizzazione di eventi come questo.Il tema trattato dalla Signora Ruggeri riguardava i fiori, le isole pedonali e l’inquinamento prodotto dalle auto nella zona Garibaldi. Ho risposto che i fiori sono splendidi, un lettore ha ricordato un mio intervento dimenticando però un altro articolo sull’arredo urbano e su un artista americano bio involved, e ho dichiarato che dietro ai fiori esiste un business che va incrementato prendendo spunto da eventi che fanno conoscere il nostro Made in Italy nel mondo, ed Euroflora ne è un esempio superlativo.
          E’ stato detto che il maltempo a Cremona ha compromesso in parte l’evento, ma ho scritto che Paesi come Belgio ed Olanda riescono ad essere leaders incontrastati anche nelle manifestazioni floreali, nonostante le condizioni climatiche avverse e peggiori di quelle della nostra zona. Basta essere previdenti e ben organizzati, mi pare ovvio. Ultimamente a Cremona è scoppiato il caso Garibaldi, e rifiuto di pensare che l’attenzione sia legata solo a problemi ambientali, visto che tutto il centro storico è nelle stesse condizioni. Certo esiste una maggior concentrazione di commercianti.
          Personalmente rivaluterei tutta la città, soprattutto le periferie, con la stessa cura, ma non per due giornate, vorrei molto di più, e non credo di essere la sola. Ho scritto fiumi di articoli per dimostrare come, nel resto del mondo, quartieri disagiati si sono resi appetibili ad investitori internazionali che li hanno rivalutati migliorando sensibilmente la qualità della vita dei residenti.
          Io non amo gli eventi per fare, ai quali preferisco eventi per costruire e quindi vorrei vedere progetti che lasciano il segno più che ricordi nella memoria.
          In questo senso il mio invito al Sindaco è quello di rivolgersi a professionisti in grado di dare significati meno commerciali alle azioni promosse in città, perchè potrebbe rivelarsi una scelta vincente. E in Lombardia ci sono figure eccellenti che hanno fatto veri miracoli in molti settori.
          La Signora Ruggeri sottolinea la rete ciclabile ed io sono assolutamente in sintonia anche in questo ma non possiamo proporci sulla scena come città modello se non ci comportiamo come cittadini modello attenti all’ambiente ma soprattutto profondamente inseriti nella natura. In questo senso c’è molto da fare prima perchè questo è l’unico modo per coinvolgere la cittadinanza più sensibile nei progetti futuri che riguarderanno l’ambiente.
          Nei paesi del nord i cittadini curano le aiuole pubbliche, tagliano le siepi, piantano fiori e cespugli, puliscono le piste ciclabili……..Mi piacerebbe che un giorno la mia città fosse testimone di questo cambiamento!
          Certo il tema è più complesso e non si esaurisce con i fiori e Corso Garibaldi ma non mi sembrava che questa fosse la sede per farlo ed io non sono nemmeno un esperto nel settore.
          Vorrei però dirle che il confronto può avvenire anche con toni più calmi ed educati dei suoi, perchè le basi di un dialogo iniziano proprio con il rispetto reciproco e non facendo sentire l’interlocutore un essere inutile! Poi dalle idee si capirà chi è il più qualificato, non prima.
          Infine, le farebbe onore firmare con il suo nome e cognome autentici, se veramente vuole fare una critica costruttiva, l’anonimato non serve a nessuno.

    • Marina Toresani

      Intanto al bungatore vorrei dire che gli accordi vanno rispettati, Corso Garibaldi era DESERTO, NESSUN FIORE E NESSUNA PIANTA sostituiti, invece, da una colonnina pubblicitaria abbandonata sul Piazzale del Cittanova. Di Invasioni Botaniche nemmeno l’ombra, ma l’evento non doveva rilanciare proprio Corso Garibaldi? C’è da chiedersi se la Signora Ruggeri non abbia confuso Corso Campi con Corso Garibaldi, oppure se si sia fermata all’incrocio fra i due Corsi, pensando che la strada fosse arredata allo stesso modo. Ma non è stato così, qualche bancarella è rimasta fino all’incrocio con Via Villa Glori ma solo al mattino, poi il nulla.
      Complimenti agli organizzatori.

  • Araba Fenice
    • claudia cremonesi

      Gentile Signora, comprendo il suo risentimento…ma perchè dovrei rinnegare il mio pensiero? Continuo a sostenere che esistono progetti in grado di andare oltre la pura commercializzazione a vantaggio di pochi e continuerò sempre ad indicare altre vie percorribili qualora se ne presentasse l’occasione.
      Dietro progetti come Euroflora c’è la ricerca, lo studio, l’innovazione c’è la difesa del made in Italy nel mondo, c’è una fetta importante del mercato nazionale da difendere, c’è occupazione. Sull’evento di Cremona si è parlato solo dell’impatto estetico, delle aiuole,dell’intrattenimento, del golf???.., e molto della novità….c’è molta differenza, almeno nella mia chiave di lettura. Ai tempi del “balcone fiorito” si assisteva a fenomeni spontanei non per questo meno belli e creativi, allora le piazze, come le strade, erano piene di gente e non di bancarelle.
      Se oggi a tutti i cittadini piace usare la piazza come polo fieristico e riempire le strade del centro con stands espositivi va benissimo, ma credo che per questo esistano già i folkloristici mercati rionali.