Cronaca
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Pizzetti alla base del Pd 'Nessun governissimo alle amministrative'

foto Sessa

‘Non c’è nessuna discussione in corso né ci sarà, sull’idea di traslare a Cremona l’esperienza del Governo di Roma. E’ un’ipotesi che nemmeno esiste, ed è sbagliata persino nel presupposto che ha dato origine al Governo. Quello infatti ha carattere straordinario, mentre qui a Cremona si tratta di costruire qualcosa di molto diverso, sicuramente senza le caratteristiche dell’emergenza che connotano l’esperienza del governo Letta’. Così Luciano Pizzetti risponde all’ipotesi che agita una parte del Pd, circa la possibilità che le larghe intese possano trovare applicazione anche nelle amministrative 2014. Il senatore Pd  ha affrontato l’argomento su sollecitazione di Mariella Laudadio, segretario del circolo Pd Cittanova, questo pomeriggio, 3 maggio nella saletta di palazzo Cittanova per un’assemblea aperta che doveva fornire qualche risposta ai tanti elettori confusi da quanto andato in scena per l’elezione del Capo dello Stato.

‘Semmai -ha aggiunto Pizzetti – il tema è di come mettere in piedi un progetto da parte del Pd. Lo scenario che si prospetta è quello di un crogiuolo in cui noi dovremo dare il meglio di noi stessi’.

Tra il pubblico si è visto l’ex sindaco Paolo Bodini, i consiglieri comunali Annamaria Abbate, Daniele Bonali, Roberto Poli, Giovanni Gagliardi, l’ex parlamentare Marco Pezzoni, il componente dell’assemblea nazionale Luca Burgazzi, numerosi iscritti. I temi all’ordine del giorno erano appunto i necessari chiarimenti che la base reclama circa le confuse vicende che hanno portato all’elezione di Napolitano. Pizzetti ha fornito un’ampia cronistoria di come siano naufragate le candidature di Marini e poi di Prodi spiegando che quella di Rodotà (‘che io non avrei votato’) non è mai apparsa come una soluzione percorribile stante i numeri. Una sorta di autoanalisi di gruppo, con più di una critica del parlamentare per come sono state condotte le assemblee dei grandi elettori Pd. ‘Ho sentito persino qualcuno tessere l’elogio del franco tiratore – ha raccontato – siamo giunti a questo paradosso’. Pizzetti invita a guardare con realismo ad un quadro politico in cui ‘rappresentiamo un quarto del Paese e al Senato la maggioranza non c’è. Non potevamo pensare di avere tutte le cariche istituzionali’.

Il Governissimo nasce dopo il fallimento di tutti i tentativi di avvicinamento ai 5 stelle, non sarà un governo entusiasmante, ma ‘paradossalmente potrebbe essere proprio quello del cambiamento, se darà spazio alle riforme istituzionali. Dovrà metterle in campo entro 6 – 7 mesi, altrimenti l’alternativa sarà sicuramente il voto, in concomitanza con le amministrative 2014’. Giudica grave l’assenza nel Governo di esponenti del Pd lombardo, la presenza del segretario regionale Martina come sottosegretario all’Agricoltura non è sufficiente, considerata la buona prestazione del partito in Lombardia. ‘E poi – ha aggiunto – il segretario regionale si occuperà solamente di Expo’. Siamo di fronte ad una ‘vicenda emergenziale, però viviamola al meglio mettendo mano alle riforme. Recriminare adesso ha un senso in relazione alle vicende del Pd, che meritano di essere affrontate in un’altra serata’. Gagliardi, dal pubblico, ha cercato di portare la discussione proprio su questo, sulla stagione dei congressi e delle primarie, ma l’argomento non era all’ordine del giorno. Sicuramente per Pizzetti non è pensabile una reggenza: ‘Il nostro partito ha bisogno di avere una leadership, magari anche plurale, ma che sia definita’.

Giuliana Biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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