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Metalmeccanico, 48 licenziamenti in quattro mesi

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La crisi economica continua a colpire l’area metalmeccanica lombarda e a ridurre i posti di lavoro. Secondo i dati delle liste di mobilità compilate dai centri per l’impiego delle diverse province, nel primo quadrimestre del 2013 in tutta la Lombardia hanno perso il posto quasi 3.100 persone impegnate nel settore (si parla in questo caso della legge 223, cioè della aziende oltre i 15 dipendenti). Un numero che rappresenta il 18% in più dei posti persi nel primo quadrimestre del 2012, quando i licenziati erano arrivati a essere 2500 circa. L’allarme viene lanciato dalla Fiome regionale attraverso una sua elaborazione. La provincia più colpita è quella di Milano, con 922 licenziamenti, il 30% del totale. Seguono Bergamo (641, quasi il 21% del totale), Brescia (362, il 12% circa), Monza e Brianza (344, l’11%). A Cremona i licenziamenti sono stati 48 fra gennaio e aprile; si registra un calo, anche se i numeri non sono ancora incoraggianti: erano infatti 80 nello stesso periodo del 2012. Questi i dati delle altre province nel primo quadrimestre 2013: Como 41 licenziamenti, Lecco 196, Lodi 24, Mantova 127, Pavia 169, Sondrio 10, Varese 189.

“Siamo estremamente preoccupati perché il numero dei licenziamenti aumenta mese dopo mese – dice Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia. – L’emorragia di posti di lavoro continua senza che vengano attuati provvedimenti a sostegno delle imprese e dell’occupazione. Oramai siamo all’erosione del sistema industriale lombardo e al collasso dei posti di lavoro. Con alcune forze politiche presenti in Regione Lombardia stiamo facendo incontri e sollecitando interventi urgenti. In particolare chiediamo che vengano utilizzati maggiormente i contratti di solidarietà che permettono il mantenimento dei posti di lavoro. Da qui ai prossimi mesi – conclude Rota – rischiamo grossi problemi per quanto riguarda la tenuta sociale e l’aumento della povertà in una regione come la Lombardia che continua ad avere grandi potenzialità”.

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