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Autostrada Cremona Mantova, saldi di fine stragione

Lettera scritta da Cesare Vacchelli

Ieri “Il Sole 24  Ore”  ha definito  “saldi di fine stagione” le  leggi di fine legislatura, del Governo dei professori.Il motivo sta nel fatto che su di esse è arrivata, il giorno prima, la sonora bocciatura della Corte dei Conti.  Tra queste leggi due in particolare sono le vittime eccellenti: la legge di stabilità 2013 e il decreto sviluppo dell’ottobre scorso (che all’art. 33 prevede il credito d’imposta ai costruttori di autostrade).

Proprio mentre il governo Letta è alla spasmodica ricerca di risorse nuove per fronteggiare le prime emergenze, rinvio dell’IMU, esodati e cassa integrazione, rischia di trovarsi nei cassetti altre amare sorprese.

La relazione della Corte dei Conti è molto interessante e visto l’allarme da essa lanciato, poi ripreso da tutti gli organi di stampa, abbiamo effettuato un approfondimento.

In particolare per riferire di quanto scritto a proposito dei rilievi sollevati in relazione alla norma sul credito d’imposta a favore dei costruttori di autostrade.

Va premesso che ogni provvedimento che comporta una nuova spesa o un minor gettito di entrata deve dimostrare, per legge, la relativa copertura finanziaria al fine di mantenere gli equilibri di bilancio.

I magistrati contabili contestano, perchè non dimostrato, l’assunto secondo il quale l’art. 33 (che non farebbe pagare le imposte IRAP e IRES ai costruttori di infrastrutture del valore superiore ai 500 Mln di euro) non comporti una mancata entrata, in quanto, si dice, che trattasi di rinuncia ad una maggiore entrata (che senza questo incentivo non si sarebbe registrata), e come tale non necessiti di copertura finanziaria.

Ma, e qui sta il punto, le previsioni di bilancio pluriennali e tendenziali comprendevano o meno il blocco degli investimenti?

Cioè il gettito in termini di imposte derivante dalla realizzazione di queste opere infrastrutturali di cui si parla da tempo, alcune delle quali già avviate, era già considerato nelle previsioni di entrata del bilancio pluriennale dello stato?

Se no, si tratterebbe di rinuncia ad una maggiore entrata, diversamente questa entrata sarebbe già stata considerata e questo incentivo la farebbe venire meno con l’obbligo allora di indicarne la copertura finanziaria.

Ma a questo punto la Corte dei Conti dice che ancora insoddisfacente è il livello di informazione circa i criteri con cui vengono costruiti i quadri tendenziali di finanza pubblica.

Cioè l’applicazione di questa norma potrebbe comportare un “buco” finanziario (e che buco dal momento che si parla di 100 MLD di euro dei quali 16 immediatamente disponibili) ma i magistrati contabili non vengono messi nelle condizioni di poterlo verificare.

Il Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre denunciano da mesi, insieme ai  dubbi  sulla legittimità di questo provvedimento, il pericolo rappresentato dalla norma sul credito d’imposta a favore dei costruttori di autostrade.

Per questo, nei mesi scorsi,  abbiamo investito della questione anche la Commissione Europea con una lettera ed una interrogazione mirata in cui denunciavamo questo aiuto di stato fatto ai danni della fiscalità generale e in violazione  del diritto comunitario.

Nella censura arrivata ora dalla Corte dei Conti  si può leggere, a nostro avviso, una delle  motivazioni che hanno  impedito, sino ad ora, al Governo  italiano di inviare alla Commissione Europea il testo della norma in questione al fine di acquisire, ai sensi degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), la preventiva autorizzazione da parte della Commissione stessa, rendendo così effettiva la sua applicazione.

E mentre la Corte dei Conti tuona il neoministro alle infrastrutture Maurizio Lupi ha assicurato al Governatore Maroni    una mega defiscalizzazione per la realizzazione delle autostrade regionali della Lombardia (TEM, BreBeMi e Pedemontana).

Essendo fallita l’ipotesi che i privati realizzino interamente a loro spese, col project financing, questi mega interventi infrastrutturali, Governo e Regione Lombardia   si sono accordati per regalare alla lobby delle autostrade un bonus fiscale di 7 miliardi di euro.

Per questo lanciamo un appello a tutte le forze politiche affinché, in primo luogo e con urgenza, venga fatta piena chiarezza circa la portata e la certezza della copertura finanziaria di tale norma che, per assecondare i soli interessi della lobby delle autostrade, potrebbe comportare un aggravio insopportabile al già pesantissimo debito pubblico del nostro paese e la contestuale apertura di una nuova procedura di infrazione comunitaria.

per il coordinamento dei comitati contro
le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre

Cesare  Vacchelli

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