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Costretta a subire violenza, quattro anni e quattro mesi al romeno

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Colpevole di violenza sessuale: così ha deciso il gup Letizia Platè che ha condannato l’imputato, un romeno di 42 anni, ad una pena di quattro anni e quattro mesi e al risarcimento della parte civile ad una provvisionale di 10.000 euro. Per V.N.P., il pm Fabio Saponara aveva chiesto una pena di quattro anni e due mesi. L’uomo, tecnico delle comunicazioni, era finito in carcere per aver abusato di una connazionale di 33 anni. Il 24 novembre scorso, l’imputato, processato con il rito abbreviato, aveva obbligato la vittima a subire la violenza nella sua casa di Castelleone. Il 42enne, che di recente è uscito dal carcere per i domiciliari, era accusato, “con violenza e minaccia”, di aver costretto la donna “a subire atti sessuali, picchiandola, colpendola con schiaffi e tirandole i capelli, chiudendola a chiave all’interno del suo appartamento e impedendole di allontanarsi, gettandola sul divano, bloccandole la gola con entrambe le mani, minacciandola di morte e mordendola sulla schiena e sulle braccia”. Dopo aver cenato con la vittima, il romeno, difeso dagli avvocati Cristina Pugnoli e Marco Bencivenga, invece di riaccompagnarla a casa, come lei stessa gli aveva chiesto, aveva iniziato “pesanti avances sessuali”, aggredendola, prendendola per il collo, spogliandola e abusando di lei per diverso tempo. Le aveva anche strappato il cellulare per impedirle di chiedere soccorso ad un amico. Alla fine l’uomo si era addormentato e la 33enne era riuscita a prendere le chiavi dell’abitazione dalla tasca dei suoi pantaloni e a fuggire. A processo, la 33enne si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Francesco Chiodi. In aula la difesa ha sostenuto che la donna era consenziente. La motivazione della sentenza sarà depositata entro sessanta giorni.

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