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Il vescovo incontra Papa Francesco: 'Semplice ma profondo'

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Primo incontro tra mons. Lafranconi e Papa Francesco. A circa tre mesi dall’elezione al soglio di Pietro, il vescovo di Cremona ha potuto salutare Jorge Mario Bergoglio al termine della Professio Fidei dei vescovi italiani celebrata giovedì 23 maggio nella basilica di San Pietro in Vaticano. L’incontro di preghiera, particolarmente significativo nell’Anno della Fede, è stato il momento culminante della 65a assemblea generale della CEI che si è tenuta in Vaticano da lunedì 20 a venerdì 24 maggio. Prima di lasciare la basilica Il Santo Padre ha voluto salutare ad uno ad uno i vescovi presenti: «Mi trovavo in seconda fila accanto a mons. Busti, vescovo di Mantova – spiega mons. Lafranconi raggiunto al telefono prima di entrare nell’aula del Sinodo per la conclusione dell’Assemblea -. Dovendo salutare centinaia di vescovi, papa Francesco si è limitato soltanto ad una stretta di mano e un sorriso. Io però sono riuscito a dirgli che avevo avuto il piacere di incontrarlo già nel 1999 a Buenos Aires, durante un viaggio in Argentina. Il Pontefice mi ha guardato e ridendo ha esclamato: “È passato molto tempo!”, poi ha continuato il suo giro. È una persona molto amabile e molto semplice, ma allo stesso tempo estremamente profonda: il suo discorso a noi vescovi è stato davvero prezioso».

Mons. Lafranconi ricorda al telefono alcuni passaggi della riflessione papale: «Mi ha maggiormente colpito l’invito a mantenere un rapporto personale con il Signore: la fede non è mai un dato scontato anche per chi è chiamato a pascere un gregge, ma è un incontro continuo con Dio che richiede un’adesione totale. In secondo luogo mi ha favorevolmente impressionato l’auspicio che il vescovo stia sempre in mezzo al gregge e sia capace di ascoltare, soprattutto chi si trova in situazioni di sofferenza, fragilità o dubbio». Altro tema particolarmente caro a mons. Lafranconi è quello del servizio: «È sempre un bene che il Papa ricordi a noi vescovi che la nostra autorità nasce dal servizio e che va bandita ogni forma di supponenza e ogni desiderio di carrierismo, così come la tentazione di diventare dei funzionari più preoccupati dell’organizzazione delle cose da fare che del bene spirituale del popolo di Dio».

«Infine – spiega il presule – mi è piaciuto l’invito a voler bene ai sacerdoti, primi collaboratori del Vescovo. Il Papa ha usato una bella immagine: “Soprattutto per loro (i presbiteri, n.d.r.) il nostro cuore, la nostra mano e la nostra porta restino aperte in ogni circostanza”. Un impegno decisivo».

Mons. Lafranconi ha seguito tutti i lavori dell’Assemblea generale della CEI aperta nel pomeriggio del 20 maggio dalla prolusione del card. Angelo Bagnasco. Durante le impegnative sessioni quotidiane si è discusso in modo particolare della figura degli educatori nella comunità cristiana, puntando a mettere a fuoco criteri di scelta e percorsi di formazione.

All’incontro del Papa con i vescovi italiani ha partecipato anche mons. Achille Bonazzi, delegato vescovile per i beni culturali. Il sacerdote era presente in qualità di membro della Consulta nazionale per i beni culturali.

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