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A settembre addio alla Carta Sanitaria regionale Flop da 1 miliardo e mezzo

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Da settembre sparisce la Carta Sanitaria regionale dei Servizi che verrà sostituita dalla Tessera sanitaria nazionale. Dopo 14 anni, la ‘Formigoni card’ va in pensione. La notizia è del quotidiano La Repubblica, confermata dai vertici di Lombardia informatica, società controllata dalla Regione a cui è affidato il servizio, nel corso di un’audizione in commissione Bilancio di palazzo Lombardia. La nuova tessere avrà lo stellone della Repubblica e la bandiera europea al posto del logo della Regione, sarà di colore azzurro e nella parte retrostante avrà i dati distribuiti in modo leggermente diverso e la possibilità di leggerli in braille. La Carta Sanitaria regionale è costata 1,5 miliardi di euro. Ma dei 9,5 milioni di lombardi che l’hanno ricevuta, accompagnata dalla lettera autografa dell’ex governatore Roberto Formigoni, solo duecentomila l’hanno usata per i servizi promessi.

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Commenti
  • Holtzmann

    Non comprendo la definizione di flop. Se fosse stata “nazionale” l’avrebbero usata tutti i 9,5 milioni di cittadini lombardi? Ricordo di averne già avute TRE di CRS in circa 10 anni o più. Non ricordo che la Tessera Nazionale esistesse già 10 anni fa. La Lombardia è stata la prima ed unica per molto tempo. Un miliardo e mezzo in quanto tempo? La lettera autografa di chi doveva essere? di un burocrate del governo che non emetteva la tessera?
    Sarebbe più interessante una disamina più approfondita della CRS della sua origine e della storia, con indicazione delle motivazioni del ritenuto “flop” da parte di chi scrive. Le notizie date per come si vuole darla a bere sanno di pettegolezzo. PS La riproduzione riservata è di Repubblica: copiare anche il titolo – oltre all’inclinazione del testo, senza originalità – non è molto elegante se si vogliono vantare diritti di riproduzione.

    • Gigetto

      Concordo pienamente. Chi ha redatto l’articolo originale ignora l’innovazione della CRS ha portato.
      Doveva esserci una sola tessera con carta d’identità, codice fiscale e tessera sanitaria. Due si è riusciti ad unificare. La carta regionale serve anche sui trasporti da qualche mese.
      Io la uso spesso per tanti servizi che offre senza bisogno di fare code, consumare carburante e dover rispettare orari scomodi degli uffici.
      Catasto, ISEE, contributi INPS, il portale dell’automobilista, domanda della dote scuola, il catasto delle caldaie. Nonchè il ministero delle Entrate.
      In farmacia.

    • up&down

      da masticatore di computer dico che la crs è stata un non-successo: funziona (discretamente) solo per un certo sistema operativo, perchè? chiedere a lombardia informatica (provavano pure ad installare un sistema di posta “lombardo”…assurdo). nel tentativo di farla leggere/registare con altri sistemi operativi su personal computer sono riuscito ad annullarne due ed alla fine ho ceduto. le crs (di tutte le regioni, non solo lumbard) sono il classico esempio di regionalismo alla “come viene viene”: provate a chiedere/verificare quanti sono i tracciati-record (ovvero i fondamenti degli archivi) su cui si registrano i dati degli utenti, ne vedreste delle belle. sotto questo aspetto (che non è piccolo) ben venga una card unica: non è questione di stato occhiuto (solo per il caso specifico, perchè per altri aspetti il trattamento dati è da paura) è il fatto che ogni regione credeva di essere un piccolissimo stato ed alzava barriere informatiche. e qui (poi mi fermo) ci sarebbe altro da dire: p.e. se non avete un certo sistema operativo non leggerete mai (voi ed il vostro medico) i risultati dei vostri dati e delle vostre analisi mediche. poi , tanto per allargare lo sguardo, p.e. avete mai provato ad utilizzare il sistema online del comune di cr? lo streaming del consiglio comunale è polvere negli occhi, è il quotidiano che zoppica! per tantissimi aspetti stiamo ancora battendo il tamtam sui tronchi.

  • anita

    Avrà anche portato dei vantaggi (io la uso solo in farmacia), ma ha portato anche molti, moltissimi soldi a Lombardia Informatica (canone annuale di 11,25 euro per ogni carta attivata e 8 euro per ciascuna non consegnata) e tante promesse non mantenute (“solo duecentomila l’hanno usata per i servizi promessi: prenotare visite, firmare documenti, presentare pratiche, evitare code e soprattutto scegliere il medico di base o accedere ai finanziamenti per la disoccupazione. Per accedere a tutto ciò, infatti, è ancora necessario andare agli sportelli delle Asl per chiedere un codice pin e ricevere un apparecchio da collegare al proprio computer”).

  • bingo bongo

    grazie …ai commentatori , questa si che è informazione , con i Vs commenti sono entrato nella notizia con approfondimenti .
    E’ merito comunque di Cremona oggi , che opera solo su piattaforma on line e in qualunque momento può avere riscontri oggettivi anche diversi da quelli formulati , permettendo a chiunque di esprimere la propria visione o conoscenza dell’argomento . Finalmente commenti oculati, pertinenti. Con l’altra faccia della medaglia lanotizia è notizia vera!!