Un commento

Vandali al Milano-Mantova, tirano sassi contro il treno: finestrino sfondato

treni

Vandali in azione contro il 2663, Milano-Cremona-Mantova delle 19.15 da Centrale. Qualcuno ha tirato dei sassi contro il treno all’altezza della stazione di San Donato, sfondando un finestrino e rovinandone un altro che però ha resistito all’impatto. Increduli e arrabbiati i pendolari che, oltre a ritardi e a materiale rotabile di scarsa qualità, devono fare i conti con atti di vandalismo. “Ma la gente non ce la fa più! Come stanno messi questi che tirano sassi a un treno?”, scrive un viaggiatore sulla pagina Facebook dei pendolari della Milano-Mantova. “La demenza umana non ha confini”, il commento di un altro.

In più, il successivo 2665 – da Milano alle 20.20 – ha dovuto fare i conti con 30 minuti in più sulla tabella di marcia, partendo in ritardo già da Centrale.

Tutto questo mentre al Tavolo dei Pendolari istituito in Comune è già polemica aperta per la mancata partecipazione dei protagonisti della questione, gli stessi pendolari (leggi l’articolo), e a poche ore dall’incontro alla sede della Regione di via Dante dell’assessore Zanibelli con l’assessore regionale alle Infrastrutture Del Tenno.

@ RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • marcog

    a cremona i pendolari devono tacere e portare il loro “contributo” (ovvero lo stipendio, se lavoratori) alla causa dell’ascom (li si che va in fibrillazione la giunta comunale), niente altro. per il resto l’aiuto/interessamento delle istituzioni è all’incirca nullo: i risultati di questi anni lo stanno a dimostrare. tempi di percorrenza che si dilatano, materiale sempre più vecchio e non rinnovato, manutenzione ridotta ai minimi termini (tanto sul materiale rotabile quanto sulla rete), orario demenziale spacciato come il meglio-non plus ultra, etc.
    ma alla giunta vorrei ricordare che i pendolari sono una risorsa: se lavoratori portano in città un reddito che, dati i risultati economici locali, dovrebbe essere tutelato come un panda e se studenti dovrebbero essere tutelati come possibile e futura risorsa locale.