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Tentata estorsione al cantiere, due anni e due mesi all'imputato

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E’ stato condannato a due anni e due mesi di reclusione, Francesco Vecchio, un calabrese di 50 anni residente a Gambara, finito a processo con l’accusa di tentata estorsione nei confronti di un imprenditore di Lonato, in provincia di Brescia. L’imputato dovrà anche risarcire la parte civile della somma di 5 mila euro. Per il 50enne, il pm onorario Paolo Tacchinardi aveva chiesto una pena di quattro anni, sei mesi di reclusione e 900 euro di multa. I fatti risalgono al 19 gennaio del 2012. In quel periodo in una cascina di Volongo si stava costruendo un impianto fotovoltaico. Per l’accusa, l’imputato avrebbe minacciato Michael, l’imprenditore bresciano che si stava occupando dei lavori, pretendendo da lui la consegna di diecimila euro. Quel giorno l’imprenditore aveva trovato davanti al cantiere la Nissan dell’imputato messa di traverso, con l’intento di impedirgli l’accesso. Nel frattempo la vittima aveva avvisato i carabinieri. I due si conoscevano e avevano avuto rapporti di lavoro. Con Michael c’era anche un amico, che in aula aveva riferito che il bresciano gli aveva confessato che c’erano delle persone che gli chiedevano del denaro e che lui aveva paura. Il capo di imputazione parla di “toni perentori” e di “minaccia dell’incolumità fisica”. Davanti al giudice Pierpaolo Beluzzi, l’amico di Michael aveva raccontato che quando erano arrivati al cantiere lui era stato minacciato: ‘Ti spacchiamo le gambe se non ti fai gli affari tuoi, ti faccio fuori’. Nei giorni successivi, inoltre, il testimone aveva trovato un bigliettino sulla sua auto. “C’era scritto che dovevo farmi gli affari miei”. Le motivazioni della sentenza di condanna saranno depositate entro sessanta giorni.

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Commenti
  • Marco

    Per questa gentaglia dovrebbero ammettere la legittima difesa…