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Stradivarius, Cremona protagonista ad Oxford all'Ashmolean Museum

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Cremona, con il violoncello “Cristiani” del 1700 di Antonio Stradivari, uno dei pezzi più importanti della Collezione “Gli Archi di Palazzo Comunale” e alcuni cimeli del Museo Stradivariano è presente alla mostra Stradivarius che apre oggi all’Ashmolean Museum di Oxford e rimarrà aperta sino all’11 agosto prossimo. Il prestito è stato richiesto nei mesi scorsi da Cristopher Brown, direttore del prestigioso museo inglese che, nella giornata di ieri, ha accolto l’Assessore alla Cultura Irene Nicoletta De Bona, accompagnata da Ivana Iotta, Direttore del Settore Cultura e Musei, e da Andrea Mosconi, conservatore dei beni liutari, invitati in rappresentanza della nostra città.

Con questa esposizione il Regno Unito rende omaggio al più celebre dei maestri liutai di tutti i tempi e Cremona non poteva mancare ad un appuntamento di così alto prestigio. Nella mostra allestita all’Ashmolean Museum (che nella sua raccolta sono esposti una ventina di suoi pezzi di inestimabile valore, la maggior parte dei quali realizzati fra il 1690 e il 1721) violini, viole e violoncelli sono preceduti da un’interessante sezione introduttiva dedicata ad illustrare il processo di costruzione del violino attraverso l’esposizione di forme, modelli di carta ed attrezzi vari provenienti dalla bottega del famoso liutaio che è stata in questo modo ricostruita.

Antonio Stradivari
ex Cristiani, 1700 – violoncello

La Fondazione W. Stauffer, l’11 novembre 2005, ha acquistato il violoncello “Cristiani” costruito da Antonio Stradivari nel 1700. Si realizzava così il sogno del presidente della fondazione, Paolo Salvelli, di affiancare alle altre celebri opere che costituiscono la collezione “Gli archi di Palazzo Comunale di Cremona” un violoncello in modo da completare strumentalmente la forma che costituisce l’ensemble quartettistica (2 violini, 1 viola e 1 violoncello). Il suo stato di conservazione è eccezionale; la bellezza dell’acero del fondo si accoppia alla particolare qualità dell’abete rosso della tavola armonica e all’eccellenza della vernice. L’equilibrio fra le quattro corde e la prontezza di emissione del suono pongono questo strumento tra le opere più significative di Stradivari. Il nome di questo strumento ricorda quello della giovane violoncellista Lisa Cristiani che lo possedette e alla quale Mendelssohn dedicò la “Romanza senza parole” op. 109.

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