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Legge regionale no-slot, fra i punti limiti alle macchinette e tassa di scopo Giunta comunale: no Imu al massimo per sale gioco

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AGGIORNAMENTO – Scelte incisive in ambiti diversi per contrastare il proliferare delle macchinette e per combattere i problemi connessi, all’insegna di una Lombardia no-slot. E’ quanto prevede il prontuario elaborato, ai fini di una futura legge regionale, dal gruppo di lavoro della Commissione Attività Produttive e Occupazione della Regione e presentato in mattinata a Palazzo Pirelli, a Milano. Tutto mentre, a Cremona, la Giunta comunale ha deciso di non applicare l’aliquota Imu massima alle sale gioco.

Fra le proposte: rendere obbligatorio l’utilizzo della carta regionale dei servizi per giocare alle slot, affinché sia possibile intervenire temporizzando il gioco fino ad inibire l’accesso ai soggetti altamente a rischio.

“Questo decalogo – ha spiegato il Presidente Ciocca –  è molto importante perché, grazie agli spunti avuti dalle audizioni fatte nelle scorse settimane, abbiamo adesso gli elementi utili per mettere a punto una legge regionale no slot in grado di incidere su quegli aspetti economici e sociali che hanno pesanti riflessi sugli individui colpiti da questo tipo di patologia. Contiamo nel giro di due/tre mesi di preparare la proposta di legge da portare in Consiglio regionale. Il decalogo lo consegneremo al Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo e al Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni affinché entrambi siano al corrente del lavoro che ha svolto la Commissione e possano avere in questo modo un quadro puntuale e preciso delle proposte che vengono avanzate per combattere questo devastante fenomeno”.

All’incontro con i giornalisti oltre al Presidente Ciocca erano presenti il Vicepresidente della Commissione Carlo Malvezzi (PdL), il consigliere segretario Enrico Brambilla (PD) e i componenti del Gruppo di lavoro (Giulio Gallera del PdL, Fabio Rolfi della Lega Nord, Mario Barboni del PD, Stefano Buffagni del Movimento 5 Stelle, Daniela Maroni della Lista Maroni Presidente,  Michele Busi del Patto Civico Ambrosoli e Riccardo De Corato capogruppo dei Fratelli d’Italia).

Il problema, molto sentito in provincia, è complicato da affrontare. Necessaria una decisa azione a livello regionale e nazionale. Tre le altre proposte del decalogo no slot ci sono poi la possibilità di introdurre una tassa di scopo regionale a carico dei locali con slot machine per finanziare la cura delle ludopatie, l’opportunità per i comuni di regolare gli spazi di gioco all’interno dei locali, il divieto di pubblicizzare il gioco d’azzardo e l’introduzione di incentivi per chi rinuncia o toglie le slot dal proprio locale. Previste anche sanzioni, l’istituzione di un servizio di cura delle ludopatie nelle Asl, corsi di formazione per i commercianti e per le forze dell’ordine e l’attivazione di uno specifico numero verde, una sorta di “sos antislot”.

“In queste proposte – ha evidenziato il Vicepresidente della Commissione IV Carlo Malvezzi (PdL) – c’è tutto un percorso di ascolto e riflessione che ci ha fornito elementi utili per predisporre nel giro di breve tempo una legge efficace che possa essere anche da stimolo per un provvedimento nazionale”. 
Anche il Consigliere segretario della Commissione Enrico Brambilla del PD ha sottolineato l’importanza delle proposte, “frutto – ha sottolineato – di un metodo di lavoro condiviso col quale la Commissione e il Consiglio regionale esprimono quelle linee di indirizzo che le sono proprie”.

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