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Quote solidali per iscrivere al Grest i bimbi in difficoltà

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Offerte libere per permettere anche ai bambini delle famiglie più in difficoltà di partecipare al Grest nel periodo estivo. L’iniziativa, promossa dall’unità pastorale di Sant’Agata e Sant’Ilario assieme a Sant’Agostino, sta funzionando. E’ il secondo anno di fila che sui moduli di iscrizione è presente la scritta “Quota Solidarietà”: chiunque può contribuire, con somme più o meno consistenti, per aiutare i figli di nuclei familiari investiti dalla crisi.

Sono le San Vincenzo parrocchiali a segnalare alla segreteria del Grest, con grande riservatezza, le situazioni di maggiore povertà.

“È un’iniziativa – spiega il vicario don Fabrizio Ghisoni al sito della Diocesi – che ha come scopo la sensibilizzazioni della comunità circa le necessità dei più poveri oltre che permettere l’equilibrio finanziario dell’oratorio. Come recita il titolo del Grest di quest’anno ‘Everybody’, tutti, ma proprio tutti, sono invitati alle nostre attività e non può essere certamente l’aspetto economico ad escludere qualcuno”.

IL PENSIONATO CHE PAGA PER UN BIMBO
E LE FAMIGLIE CHE AIUTANO L’AMICO DEL FIGLIO

“Un pensionato – prosegue il sacerdote parlando a diocesidicremona.it – ha versato addirittura una quota completa del Grest (pagando gite e pasti) per un bambino bisognoso e questo sottolinea come la comunità sia vicina all’opera educativa dell’oratorio”.

“Tante sono le richieste di sconti – conclude don Ghisoni – e sempre con l’attenzione all’equilibrio economico si cerca di accontentare tutti. Da sottolineare anche il fenomeno dei ‘fratelli nella carità’ ovvero famiglie che si fanno carico di iscrivere oltre al figlio anche l’amico del cuore extracomunitario, compagno di classe ben integrato in Italia, ma del tutto estraneo alla vita oratoriana e senza grandi possibilità economiche”.

Questi i numeri del Grest delle tre parrocchie: si contano fino a questo momento 161 bambini iscritti (68 anche per il pranzo) mentre 39 sono gli animatori.

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