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'Cattosocialisti a chi?' I socialisti cremonesi ribattono a Nolli

nolli

“Le menti sono loro: i cattosocialisti”, “Come in tutta Europa i servizi li devono pagare i cittadini che li utilizzano.Basta al populismo devastante dei cattosocialisti di Pd e Sel”. La parola “cattosocialisti” si affaccia prepotentemente nella discussione politica cremonese. A tirare in ballo un termine che sa di antico (anche se in tutt’altra forma: cattocomunista) è il vicesindaco Roberto Nolli, ormai scatenato su Facebook e Twitter contro il centrosinistra cittadino e contro Partecipolis, associazione che riunisce diverse realtà ecclesiali con a capo Gianluca Galimberti, ex presidente dell’Azione Cattolica.
Ora la risposta piccata dei socialisti cremonesi, attraverso una lettera di Paolo Carletti, segretario provinciale del Psi. “Visto che utilizza il termine ‘cattosocialista’ da una settimana, apprendiamo con sollievo che il sig. Nolli conosce il termine socialista, ma temiamo non ne conosca affatto il significato politico, poiché “cattosocialista” non è un concetto politico vecchio come sostiene Nolli, ma è un termine di suo conio, che nessuno nella storia politica repubblicana aveva mai utilizzato. Il sig. Galimberti, che Nolli definisce cattosocialista, dovrebbe essere quindi il primo “cattosocialista” della Storia, il che ci conforterebbe non poco, poiché significherebbe che il sig. Galimberti  può godere di un profilo socialista, cioè spregiudicato libertario e riformista, necessario per un candidato Sindaco a Cremona”.
“Dire poi – continua Carletti – sempre come sostiene Nolli, che da venti anni cremona è governata da socialisti è semplicemente falso, lo possono confermare i socialisti cremonesi. Ugualmente singolare è il termine “socialcattolico”, sebbene “sociale” sia un concetto che immaginiamo più familiare per Nolli rispetto a  “socialista”, visto che la parola Sociale, magari abbinata a Repubblica, la avrà utilizzata più volte e con sicura cognizione di causa”.
“Se voleva usare un termine vecchio che desse l’idea di un accordo di potere tra due apparati ugualmente bigotti – concludono i socialisti – poteva usare il solito “cattocomunista”, o il più particolare “comunistello da sagrestia” come dicevano il Cardinal Siri ed il Cardinal Ottaviani, questi sì, concetti vecchi, ma purtroppo ancora ben rappresentati  in una certa sinistra italiana e cremonese, senza scomodare il Socialismo, concetto di un altezza che temiamo Nolli non riesca neppure ad intravedere. Comunque Nolli dice di volersi confrontare con i cattosocialisti sul bilancio? Se si vuole confrontare sul bilancio con i Socialisti, ne siamo orgogliosi, ed attendiamo una data per il confronto, visto che tra le fila del PSI c’è gente che di bilanci del comune di Cremona ne ha redatti giusto un paio più di lui, e senz’altro radicati a scelte politiche un pochino migliori”.

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Commenti
  • bungatore

    Ma non è lo stesso assessore che in data 14.8.2009( la Cronaca) , in una intervista dichiarava:” in comune debiti per 40 milioni” ( con tutte motivazioni del caso).

    Tutto fa pensare che ciò era già la premessa per giustificare la “violazione del patto di stabilità” , con le conseguenze che abbiamo visto.

    Di detto “buco” non si ebbe più notizia nella relazione in conferenza stampa del 14.9.2009. sopra menzionata.

    Ma per chiudere cosa aspetta Il Pd a lanciare le premesse per la campagna elettorale e cioè:
    -Rivisitazione di tutte le PARTECIPATE e dei suoi assetti amministrativi: in altre parole graduale ma veloce rientro di tutti i poteri di decisione nelle mani del Sindaco e del consiglio comunale con le sue commissioni.
    A dirigere le partecipate bastano bravi dirigenti che eseguono ordini ricevuti da potere politico: cioè eletto dal popolo, e non co-optato ed autodeterminato nei suoi poteri di controllo, come già avvenuto.
    Ormai la proliferazione di scatole cinesi hanno assunto una espansione incontrollata: e capita anche che producono perdite (per colpa di chi..??……chi paga……….??).
    E non è più possibile che una azienda, con utili sicuri , faccia investimenti senza un controllo pubblico, e lasci famiglie al gelo per insolvenza.
    Si va a vedere per bene e si decide caso per caso .
    E se serve interviene il comune con la sua organizzazione di assistenza.