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Discarica di amianto, ricorso al Tar: rinvio al 20 novembre

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E’ tornata davanti al Tar, oggi, la questione del ricorso presentato per bloccare la realizzazione della discarica di amianto di Cappella Cantone. Il progetto, finito prima al centro di aspre critiche e poi del noto scandalo mazzette, è ora fermo. Ma resta da chiarire che cosa ne sarà dell’area in futuro. Il Tribunale amministrativo regionale è chiamato a pronunciarsi sull’altro versante della vicenda, quello non penale, più tecnico, decisivo ai fini del destino del sito: si tratta, come accennato, del ricorso presentato dall’azienda Lameri Cereali e da Comuni del Cise contro l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione.

Non c’è stata discussione però, oggi, al Tar: deciso un nuovo rinvio (prossima udienza il 20 novembre) perché la consulenza degli esperti nominati dal tribunale – per valutare l’idoneità idrogeologica della zona e del progetto di costruzione della discarica di Cavenord – è stata depositata il 17 giugno. Poco, dal punto di vista procedurale, il tempo a disposizione delle parti per le osservazioni. Necessario in questi casi aspettare almeno quaranta giorni e, quindi, considerata la pausa estiva di agosto, la prima data utile è stata individuata nel 20 di novembre.

“Secondo noi quell’area non è idonea”, ha ricordato l’avvocato Elia Di Matteo, che segue la Lameri. Tra le diverse questioni sul tavolo, c’è la distanza dalla falda. Ma c’è anche, ha sottolineato l’avvocato Di Matteo, quanto riportato nelle carte del nuovo piano cave del territorio (2013-2023), che a fine maggio ha ottenuto un semaforo verde in Consiglio provinciale e che conferma il sito, dove dovrebbe sorgere la discarica di amianto, come cava.

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