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Infezioni da Hiv raddoppiate in un anno L'Asl: “L'informazione va potenziata"

osp-evid

Non si arresta la diffusione del virus Hiv, responsabile dell’Aids, che secondo i dati raccolti dall’Asl e riferiti al 2012, ha visto l’insorgenza di 58 nuovi casi, da aggiungere ai 25 del 2011 e ai 18 del 2010. E’ il dato più vistoso tra tutte le notifiche di malattie infettive giunte all’Asl da parte di medici di base e strutture sanitarie riguardanti i residenti della provincia di Cremona e contenuta nel report 2012, appena pubblicato. Questa l’interpretazione dell”azienda sanitaria: “L’incremento delle infezioni da HIV rispetto agli anni precedenti può dipendere dalla sempre più puntuale segnalazione da parte delle strutture che erogano terapia antiretrovirale e che hanno l’obbligo di notifica di tutti i pazienti con primo esame positivo per anticorpi HIV nei 60 gg. precedenti”. Ma se c’è una componente tecnica a questo incremento non si nasconde la preoccupazione per l’evidente insufficienza delle informazioni  in riferimento ai comportamenti a rischio: “Nella maggior parte dei casi – continua il rapporto –  l’infezione è legata a rapporti sessuali a rischio a dimostrazione di quanto la malattia sia legata alla mancata applicazione di norme di prevenzione e di quanto sia ancora possibile fare con una adeguata azione di informazione e sensibilizzazione della popolazione”. In linea con il trend nazionale l’infezione risulta più frequente nei soggetti di sesso maschile e nei soggetti in età compresa tra i 30 e i 60 anni: 42 gli uomini infettati contro 16 donne. E di infezione da Hiv si muore ancora: due i decessi avvenuti nel 2012. I nuovi casi segnalati di malattia conclamata (Aids) sono stati invece e 11, nove uomini e due donne, in diminuzione costante dal 2006, quando erano stati 26.

Tra le altre malattie infettive significative c’è il tifo (febbre tifoide), di cui si sono registrati 11 casi nel 2011 e 3 nel 2012. “La febbre tifoide – scrive l’Asl –  era una malattia completamente scomparsa nel nostro Paese. Dal 2002 si è però ripresentata anche se in forma estremamente sporadica. Normalmente si tratta di casi isolati a carico di soggetti extracomunitari di ritorno da viaggi nei loro paesi d’origine. Nel 2012 sono stati notificati 3 casi. In 2 casi , peraltro non collegabili tra loro sostenuti da salmonella Tiphy, la malattia è stata contratta durante un soggiorno all’estero, nel caso rimanente sostenuto da una salmonella Paratyphi A non è stata identificata l’origine dell’infezione”.

E non si arrestano neanche i nuovi casi di tubercolosi, altra malattia un tempo endemica e non più tale da almeno un secolo. Dal 2006 al 2012 ci sono stati dai 41 ai 65 nuovi casi all’anno in provincia, 46 solo nel 2012. In realtà le notifiche erano state 64, ma i restanti casi non sono stati confermati dal laboratorio. Delle 46 notifiche confermate, 15 sono state a carico di italiani, 31 a carico di soggetti stranieri. Tra questi la maggior parte delle segnalazioni (11 ) riguardano  soggetti di nazionalità indiana, seguiti da quelli di origine marocchina (4) , rumena e senegalese (2). Tra gli stranieri continuano ad essere maggiormente coinvolti i giovani-adulti  (la percentuale dei soggetti tra gli 0 e i 40 anni è di circa l’80% % sul totale degli stranieri coinvolti ), mentre negli italiani l’infezione prevale nell’età anziana.

Ovviamente collegata a soggiorni all’estero è la malaria, di cui sono stati segnalati 6 casi, tutti a carico di soggetti extracomunitari che nel periodo immediatamente precedente erano ritornati al paese d’origine. Nessuno aveva eseguito la profilassi specifica. Le infezioni da legionella  sono state 12,  in diminuzione rispetto all’anno precedente e non è stato registrato nessun decesso. Nel 60% circa dei casi si è ipotizzata come fonte d’infezione l’impianto idrico-sanitario, ma in un solo caso tale fonte è stata accertata. In diminuzione invece la scabbia, con 49 casi nel 2012, di cui 37 a carico di popolazione indiana, 12 italiani.

Infine, il fantasma della meningite. L’unico caso di malattia invasiva meningococcica, è stato a carico di una bimba di 9 mesi senza particolari fattori di rischio.  La malattia invasiva pneumococcica prevede la notifica sia nei casi di meningite, sia nei casi di polmonite sia in quelli che si manifestano con forme invasive. Dei 7 casi segnalati 2 si sono manifestati come polmonite e 5 come meningite e si sono verificati 2 decessi.

Rispetto al 2011 si è verificato un netto incremento delle meningoencefaliti virali (15 contro 4 dell’anno precedente). Solo in 8 casi è stato individuato l’agente responsabile dell’infezione. I due decessi collegati all’infezioni hanno riguardato un uomo di 83 anni affetto da neoplasia maligna ed in uno di 84 anni affetto da insufficienza renale cronica.

Anche per le meningiti batteriche nel corso del 2012 si è verificato un deciso aumento rispetto all’anno precedente. Solo in 5 dei 13 casi segnalati è stato individuato l’agente responsabile.  Si sono verificati 3 decessi in soggetti affetti da immunodepressione, diabete e in un soggetto reduce da un intervento chirurgico. E in ben 7 casi, il soggetto era stato sottoposto a un intervento chirurgico o comunque un ricovero ospedaliero.

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