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Presentata in Ascom la nuova Associazione Trasportatori Cremonesi

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Il settore del trasporto ha, sul territorio, un nuovo soggetto di rappresentanza. Questa mattina, infatti, a Palazzo Vidoni, è stata presentata la ATC, Associazione Trasportatori Cremonesi, affiliata alla Fai Confcommercio.  “Una aggregazione –  come ha spiegato il presidente Daniele Caffi – nata tra le imprese del settore. Aziende che, nonostante le difficoltà della crisi, sono consapevoli che il piangersi addosso non serve a nulla e occorre, invece, restare uniti e lavorare insieme per tornare alla crescita”. La Atc si riconosce nei valori della FAI Confcommercio, ieri rappresentata dal presidente Paolo Uggè e dal segretario nazionale Pasquale Russo.
“Ci rallegriamo della nascita della ATC –  ha spiegato Uggè -. In quasi tutte le province lombarde abbiamo una nostra associazione. Anche Cremona entra in questa rete di rappresentanza, che rafforza l’importanza della Federazione, la più importante del settore dell’autotrasporto”.
Alla FAI, infatti, aderiscono (a livello nazionale) i due terzi delle imprese che scelgono di iscriversi ad una associazione di categoria. Di un “risultato importante” ha parlato, nell’introdurre l’incontro, il presidente della Confcommercio Claudio Pugnoli. Alla presentazione ufficiale sono intervenute anche numerose autorità: c’erano i consiglieri regionali Carlo Malvezzi e Federico  Lena, gli assessori Matteo Soccini, per la Provincia, e Domenico Maschi per il Comune.
“Vogliamo rappresentare –  ha introdotto Caffi  –  le aziende di qualsiasi forma giuridica (dalla Spa alla Srl, alla Snc, fino a ditte individuali e monoveicolari). Insieme dobbiamo lavorare per affrontare la strada, in salita, per far uscire dalla crisi le nostre aziende e contribuire alla crescita dell’economia del Paese”. “L’efficienza della mobilità delle merci  – continua – insieme ad un ambizioso piano per rendere efficiente e funzionale la logistica sono un elemento strategico per il rilancio dell’economia”.
Nel suo intervento Uggè non ha parlato solo di trasporto su gomma (su cui viaggia, oggi, il 90% delle merci) ma anche dell’importanza dell’intermodalità, soprattutto per le lunghe percorrenze. Ed ha ribadito come, per raggiungere questo risultato, occorra prevedere efficaci punti di interscambio.
Uggè, rimanendo sui temi dell’attualità ha ribadito l’importanza del “fare”, ed ha sottolineato come sia importante mettere in campo azioni concrete, nate dalla concertazione con le Associazioni economiche.  “Con questo Governo –  ha spiegato –  è ripreso un dialogo che, di fatto, di era interrotto con l’esecutivo dei tecnici”. Tra i primi risultati ottenuti ha elencato l’approvazione di un emendamento voluto da Fai-Conftrasporto e Confcommercio, che ha scritto la parola fine all’incresciosa diseguaglianza tra operatori del trasporto italiani e stranieri in materia di sanzioni, creata da un atto parlamentare nella scorsa legislatura.
Così come ha richiamato l’aumento del fondo di garanzia per il settore e la effettiva disponibilità delle risorse stanziate nel 2011 e fino ad oggi rimaste bloccate.
Quindi ha parlato delle questioni ancora aperte. A partire da quella del mantenimento dei “costi minimi per la sicurezza”. La posizione della Fai è chiara: “nessuna disponibilità a chiudere anche solo mezzo occhio sull’applicazione delle norme che tutelano la sicurezza dell’autotrasporto merci e, di conseguenza, la vita di milioni di italiani su strade e autostrade. Chi non vuole applicare i “costi minimi”  o incomprimibili, di fatto, legittima il non rispetto delle regole. La nostra è una battaglia di civiltà. Sicurezza, rispetto delle regole e legalità sono per noi linee guida, valori non negoziabili”. Ed ha quindi argomentato la sua posizione indicando come le campagne per la sicurezza e l’applicazione delle regole sull’autotrasporto abbia portato a significativi decrementi dell’incidentalità e delle conseguenze.
Nel suo intervento Uggè ha anche accennato all’importanza, per il Governo, di intervenire, in sede europea, per bloccare quelle norme che “non garantiscono la corretta concorrenza con alcune realtà estere”.
La tutela delle imprese e l’essere al loro fianco in questo momento difficile è stato al centro anche  degli interventi dei rappresentanti istituzionali. Federico Lena e Carlo Malvezzi hanno richiamato gli interventi per la competitività messi in campo dalla regione Lombardia, dal sostegno al credito, alla velocizzazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione fino agli incentivi per lo start up d’impresa. Interventi in linea con quelli di Domenico Maschi che ha sottolineato come “Essere al fianco delle imprese significhi create le condizioni per la crescita e lo sviluppo del territorio”. Matteo Soccini, infine, restando sull’attualità ha affrontato il tema deleghe delle Province che, con la revisione degli Enti, vanno comunque trasferite e non annullate. Dopo la presentazione “ufficiale”, la Fai ha promosso, nel pomeriggio, un momento di confronto con gli operatori.

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